Maltempo: Statti(Confagricoltura) necessarie assumere misure prevenzione

Lamezia Terme – “I cambiamenti climatici che amplificano gli effetti di frane e alluvioni, il tragico bilancio di vittime e l’impressionante conta dei danni, da Nord a Sud, non può più esaurirsi con le solite buone intenzioni e con le analisi che preannunciano chissà quali scelte decisive salvo poi essere, a distanza di tempo, puntualmente disattese. La situazione è ad un punto di non ritorno e le cause sono sotto gli occhi di tutti”. Lo dice Alberto Statti Presidente Confagricoltura Calabria che aggiunge: “il mutamento del clima si unisce a decenni nei quali la lotta all’abusivismo, al dissesto idrogeologico, la regimentazione delle acque, il governo efficace delle aste fluviali, la costante sorveglianza dei torrenti sono state colpevolmente trascurate o non considerate prioritarie. A dirlo –precisa – sono i numeri davvero impressionanti: dalla metà degli anni ’50, la superficie di territorio urbanizzato è cresciuta di circa 1,44 milioni di ettari, raggiungendo, nel 2017, il 7,65% del territorio nazionale”. Statti ricorda che “lo scorso anno, nonostante il forte rallentamento dovuto al perdurare della crisi economica, il consumo di suolo per abitante è cresciuto, rispetto al 2016, di 4 mq raggiungendo i 381 mq procapite; a ciò va aggiunto un abbandono di suolo agricolo per 7 milioni di ettari, cinque volte di più della superficie urbanizzata”.
Per il Presidente Confagricoltura Calabria, “poi c’è l’abusivismo edilizio che costituisce l’aspetto più pericoloso di un fenomeno già di per sé grave ed in Calabria – ad esempio – i dati riferiti al 2015 ci dicono che le case abusive costruite per 100 abitazioni legali sono pari al 61,8%. Ma quella del cemento illegale è una piaga nazionale. Va da se –prosegue – che oltre alle gravi conseguenze ambientali, l’estendersi dell’urbanizzazione selvaggia ed il mancato governo del territorio, sottrae all’agricoltura suolo coltivabile, e – come spesso documentato dalla cronaca – è causa di crolli e vittime in caso di terremoto”.
Per Statti “e’ arrivato il momento di dire basta e di assumersi, ciascuno per le proprie funzioni, la responsabilità di interventi decisivi anche e soprattutto relativamente alle misure per la prevenzione che devono essere al centro dell’agenda del governo nazionale e regionale. Questo paese e questa regione – conclude – devono si essere ” riparati ” ma dagli errori del passato e dobbiamo farlo con determinazione e condivisione”.