Sanita’: Peda’, a Reggio carenze croniche assistenza emodializzati

Reggio Calabria – Il consigliere regionale Giuseppe Peda’ ha presentato un’interrogazione sulla “emergenza dializzati” a Reggio Calabria “che vede da tempo – spiega – i pazienti costretti a faticose e insostenibili trasferte per effettuare continue terapie salva-vita, permanendo una cronica carenza dell’offerta sanitaria rispetto all’effettivo fabbisogno, ho depositato un’interpellanza indirizzata al Presidente della Giunta regionale con richiesta di risposta in Aula”.
Nel documento, l’esponente politico chiede di conoscere, in particolare, “se sono stati avviati gli opportuni accertamenti atti ad appurare le motivazioni del ritardo di autorizzazione del suddetto fabbisogno, piu’ volte promesso e dato per imminente; di sapere le motivazioni della mancata attivazione di ulteriori n. 13 posti letto rene (3 posti presso il servizio dialisi Presidio ospedaliero ‘Tiberio Evoli’ di Melito Porto Salvo, n. 5 posti presso la casa della salute di Scilla, n . 3 presso il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria) – per i quali gia’ in data 18.05.2018 con nota protocollo n. 176899 e’ stato reso il parere favorevole da parte della Regione Calabria – nelle more della riconversione funzionale della struttura sanitaria ex – ENPAS di Reggio Calabria in Centro Dialitico ex-ospedaliero per 16 posto letto rene, per il quale l’iter amministrativo e’ fermo in attesa dell’autorizzazione di cui sopra”.
L’esponente politico regionale chiede “di essere reso edotto degli interventi alternativi programmati o da programmare al fine di ovviare ad una problematica che, in quanto direttamente afferente alla tutela della vita delle persone, riveste carattere di assoluta urgenza”. Le numerose richieste e sollecitazioni di interventi urgenti a tutela dei fruitori di assistenza dialitica della Regione – ed in particolar modo della citta’ di Reggio Calabria – che pervengono da parte dei rappresentanti delle Associazioni degli ammalati e dalle famiglie degli stessi, testimoniano – sottolinea Peda’ – l’esistenza di una situazione preoccupante, che potremmo definire ‘al collasso’ nella gestione di tali patologie da parte del Sistema Sanitario calabrese”.

Secondo il consigliere “le criticita’ e la comorbilita’ che tipicamente si associa alla condizione dei pazienti dializzati, fanno si’ che ogni singolo caso considerato costituisca una situazione di emergenza. In particolare, le condizioni dei pazienti costretti a curarsi fuori regione – o addirittura costretti o indotti a non curarsi – e’ motivo di preoccupazione e di indignazione sia per i sacrifici inenarrabili a cui i dializzati sono sottoposti che per i costi esorbitanti a carico delle casse regionali. Non solo. E’ anche motivo di rabbia alla luce del lunghissimo iter amministrativo avviato dal Commissario Straordinario pro-tempore alla sanita’ e non concluso (ne’ verosimilmente vicino al raggiungimento dell’obiettivo programmatico di cui alla deliberazione del Commissario Straordinario alla Sanita’ n. 1020 del 30.10.2018). In attesa della riconversione funzionale della struttura sanitaria ex Enpas di Reggio Calabria in Centro Dialitico ex-ospedaliero per 16 posto letto rene, e preso atto che nonostante le pressanti richieste formulate dai comitati civici e dalle associazioni, prima fra tutte l’ANED di Reggio Calabria – che con impegno lodevole portano avanti una battaglia per l’attuazione del diritto costituzionale alla Salute – persiste una situazione inammissibile di ritardo, da parte del Dipartimento tutela della Salute della Regione Calabria, Settore 10, nell’autorizzazione alla esplicitazione del fabbisogno gia’ prodotto dal mese di aprile 2018 da parte dell’ASP di Reggio Calabria. Ritardo che lede i diritti fondamentali degli ammalati e la dignita’ di tutti i calabresi”.
Il consigliere evidenzia tra l’altro che “la competenza ‘concorrente’ tra Stato e Regione nella gestione del SSN e l’obbligo di applicazione dei LEA, indistintamente, in tutto il territorio nazionale, implica che nessuna persona puo’ essere esclusa dall’assistenza medica per nessuna ragione: men che meno per il fatto di vivere in Calabria. Peraltro – conclude Giuseppe Peda’ – sussiste un compito specifico in materia di Sanita’ in capo alla Regione che e’ chiamata a programmare e coordinare i servizi essenziali intervenendo con i correttivi necessari per il caso di disservizi, ovvero come in questa fattispecie, di veri e propri soprusi e prevaricazioni nei confronti dei diritti degli individui”.