Regione: Corte Conti indica le “aree critiche” della sanita’

Catanzaro – “Preoccupazione per la crescita costante della spesa sanitaria”, che “grava in misura consistente e via via progressiva sul singolo cittadino, non a fronte di un miglioramento dei servizi fruiti ma a causa di una crescente incidenza dei costi della gestione finanziaria”. E’ quanto emerge dalla relazione della Sezione di controllo della Corte dei Conti, resa in occasione del giudizio di parifica del rendiconto 2017 della Regione Calabria.
Secondo la magistratura contabile, sono quattro le “criticita’” piu’ importanti nella gestione della sanita’. La prima – si legge nella relazione – “riguarda gli impatti sulle risorse regionali del saldo della mobilita’, perche’ spesso i calabresi preferiscono curarsi in altre regioni, ma cio’ comporta che la Regione deve rifondere le prestazioni rese ai propri residenti da strutture extraregionali. In Calabria il saldo della mobilita’ ha da sempre avuto un andamento fortemente negativo: nel 2017 e’ stato pari a oltre -293 milioni, che impattano negativamente su tutti i residenti. Infatti – scrive la sezione di controllo della magistratura contabile – dividendo tale dato per il numero degli abitanti nel 2017 per ogni cittadino calabrese il fenomeno della mobilita’ ha avuto un costo di 150 euro, e’ il valore pro capite peggiore d’Italia, destinato ad aumentare fino a 163 euro nel 2018, quando il saldo da mobilita’ dovrebbe essere pari a -319 milioni. La riduzione della mobilita’ passiva e’ quindi uno degli obiettivi primari della gestione sanitaria regionale: al riguardo sono state pianificate numerose iniziative tese a ridurre questo fenomeno, che per molte tipologie – in particolare quelle tumorali – raggiunge livelli superiori al 30% e punte anche di oltre il 90%. La Regione si e’ prefissata di ridare fiducia ai propri cittadini, sono tentativi doverosi”.

Una seconda criticita’ indicatanella relazione della sezione di controllo della Corte dei Conti, “riguarda l’equilibrio reddituale e finanziario della gestione sanitaria: l’analisi dell’esercizio 2017 evidenzia che i notevoli oneri finanziari via via maturati hanno determinato, rispetto al 2016, l’incremento della perdita d’esercizio. I dati prospettici sul 2018 sono indicativi della stessa tendenza”. La terza criticita’ riscontrata dalla magistratura contabile calabrese e’ “la difficolta’ della regione a recuperare il proprio disavanzo pregresso, quello alla base del Piano di rientro, anche a motivo dell’inefficienza delle aziende del sistema sanitario regionale. Il disavanzo originariamente accumulato dalla regione, alla base della sottoscrizione del Piano di rientro, e’ stato notevole, pari a oltre 900 milioni originariamente, e ha trovato copertura in fonti straordinarie, mutui, manovre fiscali. Tutto cio’ – rileva la Corte dei Conti – ha chiaramente gravato pesantemente i costi sostenuti dai cittadini calabresi, considerando che solo negli anni 2015-2016-2017 le manovre fiscali che hanno finanziato il rientro dal disavanzo son state pari a 279 milioni”. (AGI)
(AGI) – Catanzaro, 22 nov. – L’ultima criticita’ e’ data, osserva la sezione di controllo della magistratura contabile, “dalle numerose problematiche che affliggono gli enti del servizio sanitario regionale, salite spesso agli onori delle cronache per le inchieste giudiziarie che le hanno riguardate: i pagamenti nel 2017 non registrano progressi ed e’ stata soddisfatta soltanto il 70% della massa passiva, nonostante i significativi trasferimenti di risorse dalla Regione. In tale preoccupante panorama occorre particolarmente considerare la situazione di gravissimo disordine amministrativo/contabile in cui versa l’Asp di Reggio Calabria: nonostante il problema sia noto alla Regione e alla struttura commissariale,m l’Asp continua a non approvare bilanci dal 2013, ha effettuato il pagamento dei propri debiti pregressi solo in minima parte (14%) e non dispone evidentemente di una struttura deputata a verificare la correttezza dei pagamenti effettuati, con il costante rischio di estinguere piu’ volte lo stesso debito o pagare somme oggettivamente non dovute. Inoltre – conclude la Corte dei Conti – per ben quattro enti del Ssr e’ stato ritenuto che ricorrano i presupposti per l’adozione di un piano di rientro aziendale”.