Migranti: Usb, “Basta tendopoli, Regione fa sue nostre richieste”

Reggio Calabria  – “L’Unione Sindacale di Base ha sempre ritenuto illogico pensare di perpetuare un modello, quello dei campi e delle tendopoli, fatto passare con la scusa di un’emergenza che va avanti ormai dal 2011. Una modalita’ che ha comportato un enorme dispendio di denaro pubblico senza che ne’ agli “ospiti” ne’ al territorio rimanesse nulla. Una scelta per noi folle, considerata l’enorme disponibilita’ di case vuote nel territorio: 35mila secondo i dati dell’ultimo censimento Istat”. Lo scrive il sindacato autonomo Usb, in merito all’esito del vertice di ieri in prefettura, dove si e’ svolta una nuova riunione del tavolo tecnico permanente sulle condizioni dei braccianti a San Ferdinando e nella Piana di Gioia Tauro, e in particolare sulla loro situazione alloggiativa.
“Posizione la nostra – scrive l’Usb – ribadita troppe volte e troppe volte in solitaria, almeno fino all’incontro di mercoledi’ quando la Regione Calabria, per bocca dello stesso presidente Oliverio, ha deciso di chiudere con questo modello e di puntare sull’inserimento abitativo diffuso, proponendo l’apertura di un Fondo di garanzia per i proprietari che intendono concedere le case in affitto, anche questa – si sottolinea – una proposta avanzata piu’ volte dall’Usb, anche questa contenuta nel documento che Usb gli ha illustrato e consegnato il 10 dicembre, e l’investimento di risorse finanziarie per l’eventuale ristrutturazione di beni confiscati o del patrimonio pubblico, sempre da destinare a uso abitativo. E’ questa una scelta – continua il sindacato – che non va solo nella doverosa direzione di dare dignita’ ai lavoratori e alle lavoratrici impegnate nell’agricoltura pianigiana, ma e’ anche una importante opportunita’ per tutto il territorio: e’ la possibilita’ di mettere a reddito tantissime case vuote, case che oggi rischiano di marcire e che invece potrebbero tornare a riaprirsi e rivivere. Cosi’ come potrebbero tornare a riattivarsi i centri abitati dell’interno”.

Anche la proposta della Regione di ripotenziare il trasporto pubblico per favorire il raggiungimento dei luoghi di lavoro, “non puo’ e non deve essere finalizzata – scrive l’Usb – ai soli braccianti, ma deve riuscire a dare sollievo al piu’ generale problema della mobilita’. Cosi’ come quello dei trasporti, anche tutti gli altri servizi pubblici potrebbero subire conseguenze positive da questa che per noi e’ la strada da seguire. Per questo riteniamo necessario coinvolgere le amministrazioni locali, il mondo dell’associazionismo e del volontariato, tutte le realta’ sociali che possono e vogliono contribuire a questo tipo di percorso”.
L’Usb, si legge in conclusione, “si attivera’ senz’altro per dare il suo pieno supporto e continuera’ a ricordare a tutti l’esigenza di dare una soluzione definitiva a un problema ormai incancrenito. Lo fara’ a partire dalla grande manifestazione nazionale, sabato 15 a Roma”.