Lamezia: Tassone comune sciolto per qualche pressione politica

Lamezia Terme – L’onorevole Mario Tassone già Vice-Presidente della Commissione parlamentare anti-mafia, parlando con un gruppo di studenti universitari, ha sottolineato che “la legislazione italiana per contrastare la criminalità organizzata é la più efficace rispetto ad altri paesi”. “Certo – ha aggiunto l’ex parlamentare – c’è bisogno di opportuni adeguamenti e miglioramenti legislativi” . Per Tassone “alcune normative vanno riviste valutandone i risultati raggiunti. Va riconsiderata e rivista la legge sullo scioglimento dei comuni, che non ha raggiunto gli obiettivi sperati dal legislatore”. Tassone dopo aver ricordato che votò contro l’approvazione della legge, ha affermato che “bisogna sottrarre alla autorità amministrativa lo strumento della interruzione della vita democratica di una comunità. Bisogna colpire i responsabili perseguendo solo questi evitando di coinvolgere tutta una comunità, salvo che il Consiglio comunale non sia una grande associazione a delinquere”. Per l’ex parlamentare “negli scioglimenti non sono mancati, a volte, interessi politici, come a suo tempo fu deciso lo scioglimento di Guardavalle e non di S. Caterina”. Per Tassone “anche per lo scioglimento di Lamezia Terme si è ipotizzata qualche pressione politica. Ovviamente tutto da riscontrare”. A giudizio di Tassone “un dato che bisogna rimuovere dalla normativa è l’ampio arco temporale della gestione commissariale. Mentre – aggiunge – i commissari in comuni che vengono meno per motivi politici o per dimissioni del sindaco, sono funzionari di prefettura che fanno il loro dovere in un tempo breve, mentre i commissari straordinari nei comuni sciolti per mafia sono per lo più prefetti in pensione. Questi commissari – ha aggiunto Tassone – non rispondano a nessun controllo e non c’è nessuna verifica se sono state rimosse le “cause” per le quali fu assunto il provvedimento di scioglimento.Per molti è una “sine cura”. Il caso di Lametia Terme colpisce. I commissari hanno bloccato la vita amministrativa della città facendo perdere anche delle risorse per non aver ottemperato agli adempimenti previsti. Oggi chiedono la proroga di 6 mesi. Non si comprende il motivo. Non c’e nessuna opera da completare vista l’assoluta inerzia di questi mesi”.

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