Inps: sindacati, sedi Calabria senza telefono

Catanzaro – “Siamo al 21 del mese di gennaio e le sedi della Calabria, invero di tutto il territorio nazionale, risultano ancora, in gran parte, prive dei collegamenti telefonici per effetto del passaggio alla nuova piattaforma telefonica Wildix”. Lo denunciano le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Ul e Confintesa, in un comunicato unitario.
“Una vicenda – spiega la nota – che, nella sua apparente banalita’, sta mettendo in ginocchio le nostre sedi, sta pregiudicando lo svolgimento delle attivita’ quotidiane di alcune decine di migliaia di lavoratori del nostro istituto, costretti a barcamenarsi, molto spesso con la propria utenza personale, per sopperire all’impossibilita’ di comunicare con l’interno e l’esterno. Non senza tenere conto degli effetti nefasti dell’interruzione dei rapporti con l’utenza, con gli intermediari e gli organismi istituzionali (patronati, consulenti, amministrazioni pubbliche e autorita’ giudiziaria), con ricadute drammaticamente negative sia in termini di immagine che per gli effetti ancora non determinabili, ma inevitabili, sulla produttivita’: di questo se ne dovra’ tenere conto. Ci sembra doveroso precisare – continua il comunicato – che anche per le utenze migrate, dotate delle famigerate cuffie, le comunicazioni sono spesso inibite o instabili tanto da non garantire in ogni caso il collegamento con l’auspicato interlocutore. E non vogliamo tornare sulla scelta del dispositivo auricolare, ne’ ai 70 euro da corrispondere in caso di mancata restituzione, gia’ ampiamente trattata in molti comunicati sindacali giunti in queste settimane e rispetto alla quale non possiamo che concordare e stigmatizzare ulteriormente, precisando che in diversi casi segnalatici risulta addirittura incompatibile con lo stato di salute del lavoratore. Ci chiediamo, piuttosto, quali siano le ragioni del silenzio assordante dell’amministrazione che, a distanza di quasi tre settimane dalla cessazione della piattaforma Fastweb (precedente gestore), al di la’ di una breve comunicazione all’interno di un incontro con le organizzazioni sindacali nazionali, non ha sentito il bisogno di comunicare alcunche’: ne’ al proprio personale e ne’ all’utenza”.

Peraltro, continuano i sindacati, “le ragioni rappresentate in quella estemporanea occasione, riferibili al mancato rispetto dei termini contrattuali da parte del nuovo gestore, ci sembrano tanto inconsistenti quanto inaccettabili: e’ di tutta evidenza che l’amministrazione avrebbe dovuto avere il governo dell’intero processo di migrazione, mettendo in campo tutte le misure necessarie e volte a gestire il passaggio verso la nuova piattaforma senza soluzione di continuita’. Cio’ non e’ avvenuto, con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti, e, come troppo spesso accade, a quanto ci risulta, senza che in alcun modo siano state individuate le relative e palesi responsabilita’. Non risolverebbe certo il problema – osservano i sindacati – ma sapere che l’istituto non usa “due pesi e due misure” nei confronti del proprio personale in materia disciplinare, a prescindere dal ruolo rivestito, sarebbe gia’ motivo di grande conforto. Invece non e’ cosi’, mentre le nostre sedi sono sempre maggiormente depauperate di risorse, umane e strumentali, con all’orizzonte l’ennesimo blocco del turn over fino alla fine del 2019 e, contestualmente, il probabile collocamento in quiescenza di un cospicuo numero di lavoratori. Tutto questo mentre non e’ noto il nuovo modello di “governance” dell’Istituto, con il presidente in scadenza ed un nuovo probabile commissariamento alle porte. Tante, troppe, le ragioni per essere preoccupati per il nostro personale e per i milioni di cittadini che ogni giorno, nonostante tutto, fino ad oggi, giungono ai nostri sportelli – concludono i sindacati – trovando le risposte alle proprie domande ed ai propri bisogni”.