Tumori: 100 casi in meno nel 2018 in Calabria

Catanzaro – Per la prima volta, in Calabria, si registra un calo delle nuove diagnosi di tumore. Nel 2018, nella regione, sono stati stimati 10.350 casi (5.850 uomini e 4.500 donne), 100 in meno rispetto al 2017 (ed erano 10.400 nel 2016). Il tumore piu’ frequente in Calabria e’ quello del colon-retto con 1.550 nuovi casi nel 2018 (erano 1.600 nel 2017). Seguono il cancro della mammella (1.250, erano 1.300 nel 2017) e della prostata (1.050, erano 1.000 nel 2017). E piu’ di 80mila e 200 cittadini vivono dopo la scoperta della malattia, un dato in costante aumento. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi raggiunge il 63% fra le donne e il 54% fra gli uomini, percentuali in linea con la media nazionale. E’ la fotografia dell’universo cancro in tempo reale raccolta nel volume “I numeri del cancro in Italia 2018”, realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), dall’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum), da Fondazione Aiom e PassI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), e presentato oggi a Catanzaro nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Mater Domini” con l’intervento di Antonio Belcastro, direttore generale del Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria.
“La diminuzione dell’incidenza della malattia e’ un dato estremamente positivo – ha detto Vito Barbieri, coordinatore AIOM Calabria e dirigente medico presso l’Oncologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria ‘Mater Domini’ di Catanzaro -. Va pero’ analizzata la diversa tendenza fra i generi: il calo infatti si registra solo nelle donne, con 300 casi totali in meno rispetto al 2017. Nella popolazione maschile, invece, osserviamo un incremento complessivo di 200 diagnosi. Proprio a questi cittadini devono essere indirizzati gli sforzi piu’ intensi per sensibilizzarli sul ruolo della prevenzione. Si deve fare di piu’ per ridurre l’impatto di questa malattia. perche’ oltre il 40% delle diagnosi, piu’ di 4.100 ogni anno in Calabria, e’ evitabile seguendo uno stile di vita sano (no al fumo, attivita’ fisica costante e dieta corretta). E’ scientificamente provato che il cancro e’ la patologia cronica che risente piu’ fortemente delle misure di prevenzione”. I calabresi pero’ sembrano ignorare gli stili di vita sani (PASSI 2014-2017): il 46,1% e’ sedentario, il 33,6% e’ in sovrappeso e il 13% obeso, percentuali superiori rispetto alla media nazionale (rispettivamente pari al 33,6%, 31,7% e 10,7%). E’ invece inferiore il tasso dei fumatori, pari al 23,7% (26% in Italia).

“Dopo i tumori del colon-retto, della mammella e della prostata, in quarta posizione si colloca il carcinoma del polmone, con 1.000 nuove diagnosi stimate nel 2018 – continua Barbieri -. In questo caso, si osserva una tendenza opposta a quella generale, con 100 casi in meno fra gli uomini nel 2018 rispetto al 2017 e una sostanziale stabilita’ fra le donne. Il fumo di sigaretta, responsabile di circa l’85% di tutte le neoplasie polmonari, sta infatti diventando sempre piu’ un’abitudine femminile”. “Dobbiamo lavorare per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione – ha detto Belcastro -. La sanita’ nella nostra Regione sta vivendo una fase di profonda ristrutturazione. Fra i punti chiave, la realizzazione di un’unica azienda sanitaria nella citta’ di Catanzaro e l’avvio effettivo della rete oncologica regionale, che permettera’ di porre un freno anche al grave problema delle migrazioni sanitarie. Questo libro puo’ essere utile non solo ai clinici e agli operatori di sanita’ pubblica per valutare e migliorare gli interventi, ma anche agli amministratori per la programmazione e l’allocazione delle risorse finalizzate alla prevenzione, cura e riabilitazione della patologia neoplastica”.
Il monitoraggio dei dati epidemiologici e’ infatti fondamentale per impostare programmi di politica sanitaria. “Un dato significativo riguarda l’incidenza delle neoplasie fra le donne in Calabria: e’ la piu’ bassa in Italia – sottolinea Antonella Sutera Sardo, responsabile del Servizio Epidemiologia dell’Asp di Catanzaro -. La rete dei Registri Tumori italiani comprende 49 Registri Tumori generali (che raccolgono informazioni su tutte le neoplasie) e 7 Registri Tumori specializzati e condivide un archivio centralizzato. Nel complesso 41 milioni di italiani, pari a circa il 70% della popolazione totale, vivono in aree dove e’ presente un Registro Tumori di popolazione. Lo sviluppo del Registro Tumori Regionale Calabrese, di recente istituzione, sara’ sicuramente avvantaggiato dall’esperienza degli operatori del Registro Tumori Catanzarese che riveste il ruolo di ‘pilota’ in campo regionale. Sono accreditati anche i Registri di Cosenza, Crotone e Reggio Calabria. Lo screening per il cancro del colon-retto e’ stato attivato in quattro ASP calabresi, in tempi diversi, a partire dal 2008. Nella regione, l’adesione ai programmi di screening organizzati e’ ancora scarsa, per questo dovrebbe essere sbloccata quanto prima la loro unificazione”.

Tumori: pochi i calabresi che effettuano test per prevenzione
Solo il 34,6% delle donne ha effettuato in Calabria la mammografia per la diagnosi precoce del tumore del seno, il 31% ha eseguito il Pap test per la diagnosi iniziale del tumore del collo dell’utero (il 29% ha effettuato il test HPV) e solo il 24% dei calabresi si e’ sottoposto al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per individuare in fase precoce il cancro del colon retto (dati al 31 dicembre 2017).E’ quanto e’ emerso stamane in occasione della presentazione del volume “I numeri del cancro in Italia 2018” avvenuta oggi a Catanzaro all’Azienda Ospedaliero-Universitaria. L’incremento della mortalita’ puo’ essere ricondotto anche alla scarsa adesione a questi esami: nella Regione, nel 2015 (ISTAT, ultimo anno disponibile), sono stati 4.487 i decessi attribuibili a tumori maligni (2.655 uomini e 1.832 donne), 62 in piu’ rispetto al 2014. La neoplasia che ha fatto registrare il maggior numero di decessi e’ quella del polmone (751), seguita da colon-retto (557), stomaco (304), mammella (294) e prostata (245).
“Sono quasi 3 milioni e quattrocentomila gli italiani che vivono dopo una diagnosi di cancro – ha detto Stefania Gori, Presidente Nazionale dell’Aiom e direttore del dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. E’ un numero importante che evidenzia il peso della patologia oncologica e lo sforzo continuo per migliorare la sopravvivenza dei pazienti non solo in termini quantitativi ma anche di qualita’ di vita. Oggi le due neoplasie piu’ frequenti, quella della prostata negli uomini e della mammella nelle donne, presentano sopravvivenze a 5 anni pari a circa il 90%, con percentuali ancora piu’ elevate quando la malattia e’ diagnosticata in stadio precoce. Risultati sicuramente incoraggianti, che ci spingono a impegnarci ancora di piu’ sia sul fronte della ricerca che della prevenzione”.