Mafie: Mascaro, “Lamezia Terme non teme confronti”

Catanzaro  – “Lamezia Terme e’ una citta’ che sulla propria pelle ha pagato tanto in termini di vittime alla violenza mafiosa”. A dirlo e’ stato il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, presente alla giornata regionale della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti di mafia, organizzata a Catanzaro da Libera in collaborazione con Avviso Pubblico.
Mascaro e’ rientrato nella carica di sindaco di Lamezia Terme lo scorso 28 febbraio, dopo l’annullamento, da parte del Tar Lazio, dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose disposto dal governo nel novembre 2017. “Siamo presenti e vogliamo urlare no alla mafia, ricordando – ha aggiunto Mascaro – che non si deve abbassare mai la guardia, mai pensare che la mafia sia qualcosa che appartiene al passato. La mia amministrazione vuole continuare a contrastare la mafia con atti concreti, come abbiamo fatto nei 29 mesi della mia amministrazione, soprattutto – cosa che chiedo di fare anche a tutti gli altri sindaci della Calabria – utilizzando subito i beni confiscati, perche’ – ha spiegato il primo cittadino di Lamezia Terme – dobbiamo dimostrare alla criminalita’ organizzata che il frutto dei reati puo’ diventare il momento di maggiore elevata sociale che possa esistere in un territorio”.

Mascaro ha poi osservato: “L’esperienza di Lamezia Terme dimostra che chi governa deve stare attento, dimostra che bisogna essere meno superficiali, che bisogna dare spazio alla parola di una fascia tricolore anche nella fase degli accertamenti doverosi, che bisogna valutare con grande attenzione cio’ che concretamente se non a parole viene portato avanti e realizzato. Ribadisco – ha sostenuto – di essere l’amministratore di un Comune che non teme confronti in Italia sull’apertura, a seguito di regolare assegnazione, di beni confiscati. Il contrasto alla criminalita’ organizzata con fatti concreti dev’essere il segnale da dare ai tanti ragazzi qui presenti: per questo lo Stato deve fare molta attenzione a non gettare confusione anche nei ragazzi, ragazzi che hanno visto un sindaco contrastare concretamente la criminalita’ e poi mandato a casa. Come crescono questi ragazzi? Questa esperienza – conclude – dev’essere un monito e una riflessione seria per tanti organi dello Stato”.

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