Criminalita’: blitz dei Crabinieri Cosenza, eseguite 57 ordinanze cautelari

Cosenza – Oltre 500 carabinieri del comando provinciale di Cosenza, supportati dai militari del 14° battaglione carabinieri “Calabria”, dello squadrone eliportato cacciatori di Calabria e del nucleo cinofili di Tito (Pz), con la copertura aerea del velivolo dell’8° nucleo elicotteri di Vibo Valentia, hanno eseguito 57 misure cautelari, emesse dal Gip Presso il tribunale di Cosenza ed il tribunale per i minorenni di Catanzaro, nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, estorsione continuata, detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni, ricettazione, furto in abitazione, spendita ed introduzione nello stato di monete falsificate, detenzione e porto in luogo pubblico di arma clandestina, rapina aggravata e violazione degli obblighi della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

L’indagine – condotta dalla Stazione Carabinieri di Cosenza Principale e coordinatadal Procuratore della Repubblica di Cosenza, Mario Spagnuolo, e dal Procuratore della Repubblica per i minorenni di Catanzaro,  Alessandra Ruberto -è stata avviata nel settembre 2016 a seguito dell’arresto in flagranza di reato di un 53enne, il quale, nel corso di una perquisizione presso la propria abitazione, situata nell’area dove insiste la famosa statua di “Alarico”,era stato trovato in possesso di un 1,7 kg di marijuana. Dalle attività conseguentemente sviluppate è emerso da subito che quell’ingente quantitativo di stupefacente, da cui si sarebbero potute ricavare 6.850 dosi per un valore stimato in oltre 40.000,00 euro,non era altro che una piccola parte di un ben più vasto e florido mercato, alimentato dalle inesauribili richieste dei numerosi giovani tossicodipendenti. Infatti, dall’ulteriore sviluppo delle indagini i Carabinieri sono riusciti a delineare una fitta rete di spacciatori che, incessantemente, con frequenza oraria e dedizione maniacale, dimostrandosi sempre pronti a soddisfare ogni richiesta, hanno evidenziato di essere in grado di rifornire con droghe leggere e pesanti, anche cocaina ed eroina, diverse piazze di spaccio cittadine e della provincia cosentina. Le diverse attività captative nei confronti dei numerosi indagati, corroborate da importanti riscontri e sequestri a carico dei soggetti coinvolti in qualità di pusher o assuntori, hanno fatto via via emergere i canali di approvvigionamento dello stupefacente e una sempre più intricata rete di collegamenti, che si dipanava lungo le molteplici piazze di spaccio dislocate non solo a Cosenza – in modo particolare nei vicoli del Centro Storico, tra Piazza Valdesi e Piazza Piccola, nonché in Piazza Riforma, Piazza dell’Autolinea, Piazza dei Bruzi, Villetta di Via Roma, Rialzo (viale Mancini), Piazza San Nicola, Villa Giulia, Viale Alimena, Villa Nuova, Via Reggio Calabria- ma anche a Cerisano, Spezzano della Sila, Celico e Carolei. In molte delle citate aree le telecamere strategicamente posizionate hanno immortalato centinaia di incontri fugaci con repentini scambi di dosi e denaro. Dinanzi all’evidenza della gran mole di elementi di prova raccolti, molti tossicodipendenti(226quelli identificati, di cui 30 minorenni), sentiti dai Carabinieri, hanno ammesso di aver acquistato a più riprese sostanza stupefacente dagli indagati, rendendo informazioni assolutamente collimanti con quanto emerso dalle attività tecniche in ordine alle modalità di spaccio, ai luoghi delle cessioni, ai prezzi praticati, procedendo anche al riconoscimento fotografico degli spacciatori. La gran parte dei soggetti coinvolti nelle condotte illecite sono risultati profondamente legati agli ambienti criminali, al punto che il GIP del Tribunale di Cosenza, nel fornire una puntuale connotazione in particolare di quelli aventi un notevole spessore delinquenziale, ha sottolineato testualmente che “benché gravati da plurime condanne, misure cautelari e di prevenzione, hanno incessantemente portato avanti le loro imprese criminali, quasi indifferenti e insensibili al rischio di controllo o di repressione delle Forze dell’ordine”.
Le indagini hanno tratto altresì stimolo ed importanti conferme dall’iniziativa di diverse madri che, in assenza di risorse in ambito familiare per fronteggiare il grave problema della tossicodipendenza dei figli edal fine di reciderei pericolosi legami da questi ultimi intrattenuti con pericolosi pregiudicati per il procacciamento quotidiano dello stupefacente, si sono mostrate determinate arivolgersi alla Stazione Carabinieri di Cosenza. Vere e proprie “mamme coraggio”che hanno deciso di collaborare con gli inquirenti pur di salvare dalla tossicodipendenza i figli, nella speranza dipoter garantire loro ed a tanti altri assuntori un futuro migliore, lontano da contesti criminali.
In particolare, le dichiarazioni rese dalla madre di un giovanissimo assuntore hanno fatto emergere ed ulteriormente avvalorato le responsabilità di alcuni maggiorenni coinvolti nel traffico di stupefacenti, i quali, per minimizzare i rischi nell’espletamento dell’attività illecita, non esitavano ad impiegare stabilmente minori di età tanto nell’attività di trasporto e confezionamento dello stupefacente approvvigionato, quanto in quelle di procacciamento dei clienti e nello smercio delle cd. “dosi di strada”.
È proprio in questa delicata fase di sviluppo dell’attività investigativa che i Carabinieri, ampliando il monitoraggio su ulteriori soggetti e luoghi di spaccio, sono risaliti a tre pusher minorenni, cristallizzando le condotte delittuose per ben 34 episodi di cessione di stupefacenti, anche cocaina, e documentando numerosi contatti con i clienti assuntori, spesso anch’essi minori, intercettati in prossimità di alcune scuole del capoluogo bruzio.
In uno dei tanti riscontrieseguiti,i Carabinieri,notata la presenza di due pusher maggiorenni in compagnia di uno dei citati minoriall’interno di un circolo ricreativo cosentino, hanno proceduto ad un minuzioso controllorinvenendo cinque dosi di hashish di diversa pezzatura, per un ammontare complessivo di oltre 18 grammi, celati all’interno degli slip del minore, nonché 280 euro in due mazzette, provento della pregressa attività di spaccio. Tale dato ha rappresentato l’ulteriore conferma del quadro probatorio già delineato che vede i minori porsi costantemente al servizio di alcuni degli indagati maggiorenni.
Addirittura in un caso, uno degli spacciatori, sebbene minore, in concorso con il proprio padre, ha posto in essere una grave condotta estorsiva, incutendo timore, mediante pesanti minacce, nei suoi clienti-assuntori al fine di recuperare i crediti vantati per la compravendita dello stupefacente, arrivando al punto di percuotere violentemente le proprie vittime e di cagionare loro lesioni personali.
Altrettanto preoccupanti sono gli stratagemmi utilizzati per introdurre la droga all’interno della casa circondariale di Cosenza,attraverso la collaborazione di mogli e conviventi che, occultato lo stupefacentein bocca avvolto in una pellicola, durante i colloqui lo passavano con un bacio ai familiari ristretti.Ciò è quanto emerso da intercettazioni in cui uno degli indagati ha descritto in dettaglio ai suoi familiari le modalità esecutive dello stratagemma ideato da un altro detenuto per ricevere quantitativi di stupefacente, poi ceduti agli altri detenuti in cambio di pacchetti di sigarette.
Sintetizzando in pochi numeri le risultanze della manovra investigativa condotta dai Carabinieri di Cosenza in oltredue anni sul fronte della droga, si potrebbe fare riferimento a:
-374 episodi di cessioni di stupefacenti documentati con l’identificazione di 226 assuntori, di cui 30 minorenni;
– 6,2 kg. di marijuana, 2 kg. di hashish, 50 gr. di cocaina e 70 gr. di eroina, complessivamente sequestrati nei vari servizi, molti dei quali culminati con l’arresto in flagranza di pusher;
-22 assuntorisegnalati alla Prefettura di Cosenza.
In aggiunta al già grave panorama criminale tracciato, nel corso dell’attività investigativa è emersa anche la disponibilità di armi da fuoco da parte di diversi soggetti monitorati, due dei qualiarrestati in flagranza di reato: uno nel marzo 2016, a seguito del rinvenimento di una pistola revolver Smith &Wesson cal.38 con matricola abrasa, di 8 proiettili del medesimo calibro, di 1,6 kg di marijuana e 100 gr. di hashish; l’altro nell’agosto 2017, trovato in possesso di un fucile da caccia cal.12, avente matricola abrasa, con relativo munizionamento,oltre a 1,7 kg. di marijuana, 500 gr. di hashish e 20gr. di cocaina.
Armi che gli indagati hanno tentato di occultare con particolare attenzione, come comprovato dall’incredibile scoperta effettuata in una perquisizione risalente a novembre 2017: nel corso dell’attività i Carabinieri hanno individuato un foro appositamente realizzato da un pregiudicato nel pavimento del suo appartamento per consentire un diretto collegamento con l’abitazione sottostante, ove gli occupanti (una donna ed il figlio minore, entrambisottoposti a misura cautelare) avrebbero potuto celare armi e droga in caso di controlli dei Carabinieri.

 

 

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