Sanità: Calabria, Oliverio “Ricorso contro decreto incostituzionale”

Catanzaro – “Valutiamo il ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto del governo, che riteniamo incostituzionale”. Lo ha detto il presidente della Regione, Mario Oliverio, parlando con i giornalisti a margine di un’iniziativa nella sede della Giunta, con riferimento al decreto sulla sanità calabrese varato dal governo nazionale.
“Abbiamo già fatto ricorso – ha aggiunto Oliverio – contro il decreto di nomina dei commissari, ora valutiamo la possibilità per questo decreto odierno, che riteniamo incostituzionale”.

Sanità: Oliverio, ministro ci ha convocati solo per randagismo
“Da luglio 2018 ho chiesto al ministro Grillo più incontri per discutere il merito dei problemi della sanità calabrese, incontri che sono stati negati”. Così il presidente della Regione, Mario Oliverio, parlando con i giornalisti a margine di un incontro nella sede della Giunta. “Il ministro Grillo – ha proseguito Oliverio – ha convocato la Calabria una sola volta per discutere del randagismo: problema importantissimo, ma credo che il problema della sanità non possa essere ridotto al randagismo. Siamo stati convocati al tavolo del ministero una sola volta e per discutere di randagismo. E questo appro

Sanità: Oliverio, “Da governo inganno e beffa per Calabria”
“Questo governo ha ulteriormente aggravato la situazione, perché è venuto in Calabria ad aggiungere all’inganno la beffa”. A dirlo è stato il presidente della Regione, Mario Oliverio, commentando con i giornalisti l’esito della seduta del Consiglio dei ministri che ha varato un decreto straordinario per la sanità calabrese. “Quando il governo di un Paese – ha sostenuto Oliverio – si muove per svolgere una riunione del Consiglio dei ministri in un territorio sulla base di una valutazione allarmata sulle condizioni di quel territorio, credo che la prima cosa che debba fare, al di là delle appartenenze, è sentire, confrontarsi con chi ha la responsabilità di governare quel territorio in quel momento. Purtroppo, questo non è avvenuto. Naturalmente, ognuno ha il suo approccio con i problemi, ma – ha proseguito il presidente della Regione – credo che questo sia stato un errore, un atto di arroganza e chiusura assolutamente non giustificato e non giustificabile. Non nego di aver avuto un’attesa rispetto alla convocazione del Consiglio dei ministri, e mi aspettavo che all’ordine del giorno di questo Consiglio dei ministri ci fossero provvedimenti importanti su Gioia Tauro, per l’occupazione giovanile, per il sostegno alle imprese, per nodi importanti per le infrastrutture come lo sblocco dello studio di fattibilità, per l’Alta Velocità per il quale abbiamo destinato risorse al momento congelate per i ritardi del governo, per la Zes. Mi aspettavo insomma provvedimenti in direzione di un sostegno al lavoro che si sta facendo per dare più velocità alla crescita della Calabria, invece niente di tutto ciò”.

Secondo Oliverio, “c’è solo un provvedimento, tra l’altro a nostro parere incostituzionale, per la sanità, ma non per affrontare i problemi della sanità, non c’è una norma che contiene il rafforzamento dei servizi sanitari, a partire dallo sblocco delle assunzioni. In questo decreto c’è solo l’obiettivo di allargare i poteri del governo nella gestione della sanità, appropriandosi delle funzioni residue che sono rimaste alla Regione, perché il governo da dieci ani gestisce la sanità calabrese attraverso la nomina di suoi commissari. Oggi con questo decreto si allargano i poteri del governo. Ma in Calabria – ha affermato il presidente della Regione – se fallimento, c’è ha fallito il governo. Oggi c’è un’operazione tesa dal punto di vista mediatico a cambiare le carte in tavola e di rappresentare su altri la responsabilità che è propria del governo”. Oliverio ha poi osservato: “Non faccio un problema di sede di riunione del Cdm, faccio un problema di merito e di contenuti. Per me un provvedimento sul lavoro, per Gioia Tauro, per il sostegno delle imprese o sulla Zes o si assume a Reggio Calabria o a Catanzaro o a Gioia Tauro o anche a Roma, conta il merito e non il pennacchio. Per me conta che si è convocato un Consiglio dei ministri in Calabria con tanto di annunci, e la montagna ha partorito il topolino, anzi ha partorito il nulla, ha partorito qualcosa che è contro la Calabria, il rafforzamento di un’impostazione coloniale nei confronti della Calabria che dura da dieci anni e che ha visto più governi su questa posizione, e anche questo governo è in assoluta coerenza con questi anni, anzi – ha concluso il presidente della Regione – ha ulteriormente aggravato la situazione, perché è venuto in Calabria ad aggiungere all’inganno la beffa”.