‘Ndrangheta: chiusa inchiesta Quinta Bolgia,indagato ex deputato Galati

Catanzaro  – La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 22 persone coinvolte nell’operazione “Quinta Bolgia” su presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’ospedale di Lamezia Terme. Tra i destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini figurano anche l’ex parlamentare del centrodestra Giuseppe Galati, al quale nell’atto è contestato come nuovo capo di imputazione il concorso esterno in associazione mafiosa, ed ex dirigenti dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. In particolare, l’inchiesta “Quinta Bolgia”, scattata lo scorso 12 novembre con 24 arresti eseguiti dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura antimafia guidata dal procuratore Nicola Gratteri, aveva svelato presunti illeciti nella gestione del servizio delle ambulanze e, in generale, il sostanziale controllo dell’ospedale di Lamezia Terme da parte delle cosche attive sul territorio, in particolare della consorteria Iannazzo-Cannizzaro-Daponte e del sottogruppo Putrino. Galati – secondo l’ipotesi dell’accusa – si sarebbe attivato in più occasioni in favore del clan profondendo “il suo impegno politico per l’assegnazione di gare, appalti o posti di lavoro, soprattutto nel campo sanitario, in cambio del costante impegno elettorale da parte degli esponenti della cosca a procurare più voti possibili ai fini dell’elezione, diventando sostanzialmente il politico di riferimento della cosca”. Per Galati inizialmente erano stati disposti gli arresti domiciliari, annullati dalla Cassazione lo scorso 27 marzo. Nell’inchiesta “Quinta Bolgia” oltre a Galati sono indagati, tra gli altri, anche l’ex direttore generale dell’Asp di Catanzaro Giuseppe Perri, Giuseppe Pugliese, direttore amministrativo sino all’ottobre 2017, Eliseo Ciccone, ex responsabile del Suem 118, e l’ex consigliere comunale di Lamezia Luigi Muraca. Le accuse a carico degli indagati variano dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, alla turbata libertà dell’industria o del commercio, frode nelle pubbliche forniture, illecita concorrenza con minaccia o violenza, abuso di ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, peculato, induzione indebita a dare o promettere utilità, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio.

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