Sanità: Romeo (Pd), “Quali interessi dietro decreto del governo?”

Reggio Calabria – “Oggi il Consiglio regionale ha scritto una pagina importante, con un ordine del giorno forte, chiaro e condiviso: un primo passo verso la necessaria mobilitazione che la Calabria deve mettere in campo contro un provvedimento inutile nel merito e grave nel metodo”. Lo ha detto, nel corso del dibattito in Consiglio regionale, il capogruppo del Pd Sebi Romeo, con riferimento al decreto straordinario approvato nei giorni scorsi dal governo nazionale sulla sanità calabrese. “La verità – ha aggiunto Romeo – è che il governo che si dice del cambiamento sulla sanità calabrese ha deciso di non cambiare nulla. Sotto questo aspetto, la linea del presidente Oliverio è sempre stata lineare e coerente con tutti i governi, anche quelli precedenti, laddove ha sempre chiesto il ritorno alla gestione ordinaria della sanità. E poi dobbiamo ricordare che a controllare i conti in questi anni c’è un advisor, Kpmg: bene, quando l’advisor Kpmg sarà chiamato a rispondere della sua attività? E’ vero – ha sostenuto il capogruppo del Pd in Consiglio regionale – che ci sono interessi di gruppi imprenditoriali del Nord che stanno succhiando la sanità calabrese? Perché il governo mantiene contro la Calabria un commissariamento chiaramente incostituzionale?”.

 

Romeo ha poi osservato: “C’è lo sblocco del turn over nel decreto straordinario del governo sulla sanità calabrese? No. Ci sono risorse per le strutture calabrese? No. Nel decreto del governo c’è solo un poltronificio: Salvini e Di Maio hanno piazzato un provvedimento dal vecchio sapore clientelare e da Prima Repubblica. E’ poi un provvedimento di natura razzista e neo coloniale, visto che penalizza gli operatori calabresi. Qual è l’operazione di interessi e di potere che questo decreto straordinario deve coprire? E la si smetta a dire che in Calabria la sanità è una questione criminale: i calabresi – ha rimarcato il capogruppo del Pd in Consiglio regionale – hanno bisogno di cure e di sanità pubblica e che lo Stato garantisca il diritto alla salute, cosa che finora non ha fatto. Se ci sono infiltrazioni della criminalità organizzata, intervengano le Procure e le forze dell’ordine. E quando l’amministrazione Oliverio ha avuto sentore di questo, ha sollecitato i dirigenti a denunciare tutto agli organismi competenti. Non accettiamo lezioni di legalità da Grillo di turno. La Calabria respinge il tentativo di gettare ombre e pregiudizio davanti a un furto nei confronti della Calabria, cosa che giustamente Oliverio ha evidenziato all’indomani del Consiglio dei ministri a Reggio Calabria”. Secondo Romeo, infine, “oggi, approvando questo ordine del giorno, si possono convocare gli Stati generali della sanità calabrese per sollevare una questione nazionale davanti al paese e al presidente della Repubblica: la questione della dignità della Calabria. Per questo oggi – ha concluso il capogruppo del Pd – va colta questa lotta unitaria nell’interesse esclusivo della Calabria per una gestione ordinaria della sanità in Calabria, e vedo che oggi tutte le forze politiche presenti in Consiglio danno questo segnale unitario”. Dopo Romeo, è intervenuto sul tema anche il capogruppo della Cdl, Gianluca Gallo, per il quale “il governo nazionale non ha dato alcuna risposta non solo sulla sanità ma su tutti problemi della Calabria, traendo la fiducia che i calabresi hanno manifestato alle Politiche del 2018, anche se con i commissari governativi si deve comunque dialogare, e qui ha ancora una volta sbagliato il governatore Oliverio con i suoi atteggiamenti di sfida. Siamo uniti – ha sostenuto Gallo – nel no al governo ma dobbiamo comunque rimarcare la distanza da questo governo regionale”.