Appalti Calabria: Incarnato, “Mio compenso decurtato del 50%”

Catanzaro – “E’ in atto uno sciacallaggio politico e mediatico verso la mia persona sulla vicenda dell’inchiesta della Procura di Catanzaro. Non solo mi si attribuiscono influenze politiche con ex consiglieri comunali che hanno una loro autonomia ben nota sia negli ambienti politici cosentini che calabresi, fatto, che è derubricato nelle accuse e che chiarirò con i magistrati, ma addirittura viene falsato il dato del mio compenso che è notoriamente pubblico”. Lo scrive, in un comunicato Luigi Incarnato, commissario della Sorical, la società che gestisce le risorse idriche della Calabria, indagato con altre 19 persone nell’ambito di una inchiesta della procura di Catanzaro sulla gestione di alcuni appalti. L’inchiesto coinvolge, tra gli altri, il presidente della Regione, Mario Oliverio, il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, l’ex consigliere regionale Nicola Adamo.
“Ho avuto modo più volte di scrivere in merito – continua Incarnato – e mi meraviglio che i giornalisti, nel riportare le notizie, non abbiano verificato che nella sezione trasparenza del sito internet della Sorical, è pubblicato l’atto della nomina nel collegio dei liquidatori. Ribadisco, spero per l’ultima volta, che all’atto del mio insediamento ho preteso, d’intesa con il Presidente della Regione, il taglio del 50% dei compensi percepiti da chi mi ha preceduto in quel ruolo. La mia indennità è di 4.200 euro nette al mese ed è comprensiva di tutti i rischi patrimoniali in capo ad un amministratore di una società come Sorical, in difficoltà finanziaria. Tale circostanza, come è noto, è stata resa nota nell’immediatezza della mia nomina. La trasparenza, l’onestà e l’agire nell’interesse dei cittadini – aggiunge Incarnato – è sempre stata la mia bussola sia nella vita privata che in quella pubblica lasciando sempre buone opere, frutto di impegno e abnegazione. Anche nel caso di Sorical, sto assolvendo – conclude – al mandato affidatomi per rilanciare un’azienda che gestisce un bene primario con l’ambizione di riportarla alla gestione ordinaria e non lasciarla in liquidazione, come tecnicamente viene definita, perché sta operando in continuità per poter garantire il servizio”.