Dl sicurezza: Cgil, “Effetti devastanti su Cara Isola Capo Rizzuto”

Crotone,  – Gli effetti del decreto sicurezza ma anche l’atteggiamento del nuovo gestore stanno penalizzando i lavoratori del Cara, il centro per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto. A denunciarlo e’ la Cgil che in una nota della segreteria regionale e della segreteria dell’area vasta Catanzaro- Crotone-Vibo, afferma che “la politica del Ministro Salvini contro i migranti ci costa Cara” dal momento che “a pagare sulla propria pelle le conseguenze del decreto sicurezza sono stati i lavoratori che operavano nel Cara di Isola, lasciati in mezzo alla strada, nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni”.
Il sindacato chiama in causa anche la Prefettura di Crotone, che ha la diretta responsabilità del centro per richiedenti asilo, alla quale la Cgil si è rivolta per far rispettare la clausola sociale dal nuovo gestore del Cara, ovvero la Croce rossa italiana di Crotone che si è aggiudicata l’appalto per la gestione della struttura ma non ha garantito il posto di lavoro al personale che già era impiegato quando la gestione era in mano alla Misericordia.
“Dalla Prefettura, sinceramente, ci saremmo aspettati ben altra risposta alla richiesta di incontro che la Filcams e la Funzione Pubblica prima e successivamente la Cgil Calabria, hanno sollecitato per rappresentare la situazione di difficolta’ degli operatori del Centro di accoglienza” scrive il sindacato aggiungendo che “la Prefettura non ha favorito alcun confronto, come era auspicabile, viceversa ha affidato ad una spiegazione formale da parte della Croce Rossa, la giustificazione per la mancata applicazione della clausola sociale che serviva a garantire i livelli occupazionali.
Sicuramente l’effetto del Decreto sicurezza – commenta la segreteria della Cgil – sarebbe comunque stato negativo per i lavoratori e scarica, inoltre, sui territori costi, disagi e tensioni sociali. Tuttavia, a nostro avviso, se si fosse agito con maggiore responsabilità ed attenzione, applicando i criteri previsti dalla legislazione vigente, si sarebbe sicuramente ottenuto un adeguato risultato in termini di continuità occupazionale. Per tale ragione, a difesa dei lavoratori – conclude la nota – avvieremo con le categorie competenti apposite iniziative di tutela per rendere esigibile la clausola sociale”.