Rifiuti: cinque misure cautelari per combustione illecita a Gioia Tauro

Reggio Calabria – Cinque persone sono state colpite dalla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, in quanto ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di “combustione illecita di rifiuti, incendio ed evasione”. I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno eseguito i provvedimenti cautelari disposti dalla Procura del Tribunale di Palmi, a conclusione dell’indagine “Madre Natura”, avviata nell’ambito delle attività di controllo degli illeciti nel settore ambientale e del conseguente rilevamento di un incontrollato sversamento di rifiuti solidi urbani e speciali nell’area circostante il quartiere “Ciambra” di Gioia Tauro, da parte di cittadini e titolari di imprese prevalentemente operanti nel settore dell’edilizia, e di una serie di incendi di quel sito che, nel corso dell’estate del 2017 e del 2018, provocarono la combustione degli enormi quantitativi di rifiuti abbandonati nel tempo in quella zona. Gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di 5 indagati accusati di ben 15 episodi. Le indagini hanno accertato come, almeno in un’occasione, uno degli indagati, benché sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, approfittando di un permesso, si era recato in bici in Contrada Ciambra di Gioia Tauro e, transitando in quell’area, apparentemente senza una giustificata ragione, aveva appiccato il fuoco dileguandosi subito all’interno del limitrofo complesso abitativo abusivamente occupato. In un altro caso, l’autore di uno degli incendi, dopo aver appiccato il fuoco, era ritornato sul luogo al fine di osservare, a distanza ravvicinata, le complesse operazioni di spegnimento delle fiamme da parte dei Vigili del Fuoco intervenuti nel frattempo su richiesta dei Carabinieri.

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