Infanzia: Marziale, giusto che stampa evidenzi meriti studenti

Reggio Calabria  – “Ritengo inammissibile quanto chiesto dall’Associazione dei Consumatori perché i bambini non possono essere evidenziati dalla stampa solo quando versano in condizioni di degrado o di pericolo. Quando invece i bambini risultano meritevoli, l’informazione non solo può, ma deve riconoscerne il merito. Far salire sul podio il primo arrivato in una gara è discriminante per chi è arrivato dopo? No. Casomai è da sprone affinché chi è rimasto indietro migliori nel tempo”. Lo dice il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione, Antonio Marziale, a cui il Codacons della Calabria ha chiesto di intervenire in merito alla pubblicazione dei voti eccellenti ottenuti da alcuni bambini nelle scuole sui mezzi d’informazione, ritenendola discriminatoria per gli altri bambini. Il Garante che, nelle commissioni ministeriali preposte a redigere le leggi tuttora in vigore in materia di rapporto tra media e minori, “ha giocato – si fa rilevare in una nota – un ruolo di primissimo piano”, così risponde: “La scuola è anche una gara a chi arriva primo, perché no? Stando al ragionamento del segnalante allora non si dovrebbe bocciare per non discriminare i bocciati rispetto a quanti sono stati promossi. I giornali, sin dai loro albori, hanno da sempre pubblicato e continuano a farlo le migliori pagelle e sarebbe discriminante per i meritevoli non continuare a farlo, anche perché interrompere potrebbe significare privare i meno bravi di riferimenti, quali sono i più bravi”.

In merito alla dichiarazione rilasciata alla stampa dal responsabile dell’associazione,incalza Marziale,secondo cui, testualmente, “senza un intervento del Garante non avremmo titolo per lamentarci se ogni anno si registrano, dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori, aggressioni di genitori agli insegnanti come reazione a richiami e brutti voti”, Marziale evidenzia “l’irresponsabilità del concetto. In italiano, quanto scritto dal Codacons, significa che i genitori degli studenti bocciati sono legittimati a reagire nei confronti degli insegnati qualora io non intervenissi, nelle funzioni di Garante, a mettere sullo stesso piano meritevoli e immeritevoli, per la serie “questo e quello per me pari sono”. Trovo inopportuno, irresponsabile e pericoloso – osserva – un simile pensiero, perché ciò che viene chiesta è l’equiparazione del merito al non-merito per “decreto del Garante”, cioè abbassiamo la cresta ai migliori e facciamola alzare ai meno dotati. Certo, poi però non lamentiamoci se stuoli di impreparati occuperanno posti di responsabilità, invece, destinati ai più preparati che saranno così costretti ad andare via. Non ci sono le benché minime condizioni affinché io apra un procedimento – conclude il Garante – e chiedo al Codacons di voler rettificare la parte in cui “imputa” ad un mancato mio pronunciamento la responsabilità di aggressioni a docenti. Quanto richiesto non solo è inammissibile, ma a tratti farneticante”.