La straordinaria testimonianza di mons. Nona arcivescovo di Mosul

Roma – Nella serata di ieri, venerdì 6 settembre, in conclusione della terza giornata del corso di aggiornamento annuale per i nuovi Vescovi, si è tenuto — presso il Pontificio Istituto Regina Apostolorum di Roma — uno straordinario forum sulla vita delle Chiese Orientali Cattoliche, con un intervento-testimonianza tenuto dall’Arcivescovo Caldeo di Mosul, Mons. Amel Shamon Nona (nella foto).
Il presule ha condiviso, a rischio della propria vita, il dramma del popolo iracheno sino al 2014 quando ha dovuto abbandonare l’Iraq.
Monsignor Nona è giunto a Mosul appunto nel 2010 in sostituzione del suo predecessore Mons. Paulos Faraj Rahho, rapito e ucciso due anni prima.
Nato ad Alqosh, a nord di Mosul, Nona è stato ordinato presbitero nel 1991 ed è diventato parroco nella sua città. Durante il suo intervento di ieri egli ha raccontato la sua drammatica esperienza, rimarcando però, nonostante l’incertezza del futuro, le ragioni della speranza, parola impensabile in una realtà così difficile qual è quella in cui vive il suo popolo. Un esempio di fede e coraggio straordinario che ha colpito i centosei novelli Vescovi presenti al corso di formazione capitolino, tra i quali Mons. Giuseppe Schillaci che ci aggiorna costantemente sull’andamento dell’eccezionale esperienza che sta maturando in questi giorni.
Il corso proseguirà sino a sabato 14 settembre, quando il nostro Vescovo farà rientro a Lamezia.

Massimo Iannicelli

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