‘Ndrangheta: Calabria, già due aziende sanitarie sciolte nel 2019

Catanzaro – In Calabria sono due le aziende sanitarie provinciali sciolte nel corso dell’anno per “accertati condizionamenti” della ‘ndrangheta. Lo scioglimento dell’Asp di Catanzaro, decretato oggi dal Consiglio dei ministri, segue di sei mesi lo scioglimento dell’Azienda sanitaria di Reggio Calabria, disposto dall’allora governo Lega-Movimento 5 Stelle sulla scorta di una relazione firmata dall’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Alla base dello scioglimento dell’azienda sanitaria di Reggio Calabria, la cui gestione è attualmente affidata a una commissione straordinaria, ci furono, tra le motivazioni, la presenza di “dipendenti con pregiudizi penali e legati da rapporti di parentela con esponenti di primo piano della ‘ndrangheta, una situazione generalizzata di grave disordine organizzativo” e un’esposizione debitoria non quantificata nella sua reale consistenza. Quanto all’Asp di Catanzaro, la commissione prefettizia di accesso antimafia era stata insediata agli inizi di dicembre 2018, all’indomani di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, l’operazione “Quinta Bolgia”, che aveva svelato presunte infiltrazioni di cosche di Lamezia Terme nella gestione di alcuni servizi aziendali: oggi, quindi, è arrivata la decisione del nuovo governo di sciogliere l’Asp catanzarese per “accertati condizionamenti” da parte della criminalità organizzata. In passato altre aziende sanitarie locali e provinciali della Calabria, come l’Asl di Locri e la stessa Asp di Reggio Calabria nel 2008, erano state sciolte per infiltrazioni della criminalità organizzata.