Omicidio nel Catanzarese: familiari vittima, “Vogliamo giustizia”

Catanzaro  – “Giustizia per Francesco Rosso”. E’ quanto chiedono i parenti e gli amici di Francesco Rosso, il 34enne ucciso il 14 aprile 2015 nella sua macelleria a Simeri Mare (Catanzaro), che stanno tenendo un presidio davanti al tribunale del capoluogo calabrese “per sensibilizzare l’opinione pubblica su un caso che merita la massima attenzione, anche da parte degli organi di informazione nazionale”.
La protesta è stato organizzata all’indomani della condanna a 17 anni, inflitta con il rito abbreviato, a carico del presunto esecutore dell’omicidio, Danilo Monti, 27 anni, e della decisione della magistratura di dare gli arresti domiciliari per motivi di salute al presunto mandante, Evangelista Russo, di 71. Il presidio si svolge in concomitanza con l’inizio del processo in rito ordinario per gli altri imputati.
Secondo gli inquirenti, l’omicidio di Francesco Rosso sarebbe stato compiuto su commissione, come vendetta nei confronti del padre del 34enne. Proprio il padre, Antonio Rosso, si è intrattenuto con i giornalisti davanti al tribunale di Catanzaro per illustrare i motivi del presidio, al quale partecipa anche la madre di Francesco Rosso.

“Non vogliamo vendetta ma giustizia, perché uno che è malato non deve stare a casa ma nelle strutture deputate a curare le malattie, e perché – ha aggiunto Antonio Rosso – è troppo lieve la condanna a 17 anni per chi si è macchiato di un omicidio, è come se nostro figlio fosse stato ucciso una seconda volta. I responsabili devono stare in carcere a vita”.
Antonio Rosso ha poi aggiunto: “Vogliamo che qualcuno ci dia ascolto e ci dia una piccola speranza nella giustizia, perché in questa vicenda a essere sconfitta è la giustizia: tutto l’iter procedimentale ci lascia francamente molto perplessi. L’unico che davvero ci sta dando speranza è il procuratore Gratteri, adesso – ha concluso il padre di Francesco Rosso – vogliamo che tutti prestino attenzione al caso e alla nostra richiesta di giustizia per Francesco, che era un ragazzo straordinario e un grande lavoratore, pieno di amore e passione per l’azienda”.