‘Ndrangheta: arresti clan Bellocco, sequestrate droga e armi

Reggio Calabria  – Quattrocento chilogrammi di cocaina, 30 chilogrammi di hashish e 15 di marijuana sono stati sequestrati dai finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione “Magma” contro il clan Bellocco di Rosarno (Rc) che stamane ha portato in carcere o agli arresti domiciliari 45 persone. Fra gli arrestati, i vertici della potente organizzazione ‘ndranghetista che dalla Calabria estende i suoi tentacoli in diverse regioni italiane e all’estero. Nella disponibilità della cosca anche armi come dimostra il sequestro di un fucile semiautomatico, 3 pistole semiautomatiche e munizioni. Le indagini sono state avviate nel 2016 e rappresentano gli sviluppi dell’operazione “Rio de Janeiro” condotta dal Gico della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.

 

In occasione dell’operazione “Rio De Janeiro”, i finanzieri del Goa effettuarono il sequestro di un ingente quantitativo di cocaina pari a circa 385 chilogrammi. Il carico di droga era stato gettato in mare da operatori navali “infedeli” imbarcati sulla nave portacontainer “Hamburg Sud – Rio De Janeiro”, giunta al porto di Gioia Tauro (RC) il 19 ottobre 2016. La cocaina, nascosta in borsoni impermeabilizzati e legati tra di loro attraverso l’impiego di funi e boe di galleggiamento, era stata gettata in mare secondo le direttive impartite dalle organizzazioni criminali calabresi circa il punto esatto dello scarico ai fini del successivo recupero, con la compiacenza di nove marinai, individuati e sottoposti a fermo.Dal sequestro scaturì un’imponente attività d’indagine che,nonostante le difficoltà dovute alla metodologia di comunicazione utilizzata dagli indagati e dalla scelta dei luoghi di incontro, consentì di identificare tutti i componenti dell’organizzazione criminale, le cui attività principali erano quelle dell’approvvigionamento di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente da far giungere nei porti di Gioia Tauro in Italia, Rotterdam (Olanda) e Le Havre (Francia), con la collaborazione di organizzazioni autonome che controllavano operatori portuali infedeli.
Il gruppo criminale, articolato su più livelli e dotato di elevate disponibilità finanziarie, allo scopo di importare la cocaina, individuava in Sudamerica, in particolare in Argentina e Costarica, fonti di approvvigionamento di ingenti partite di stupefacente da inviare in Italia occultate, per il trasporto navale, in appositi borsoni all’interno di container.Gli uomini della cosca Bellocco si servivano di emissari che effettuavano diversi viaggi in territorio sudamericano, per visionare lo stupefacente e organizzare gli aspetti logistici dell’importazione.La stessa organizzazione, diversificando i propri affari, ha curato anche la coltivazione di cannabis indica utilizzando alcune serre dislocate in Toscana per poi usare una fitta rete di spacciatori per effettuare le cessioni sull’intero territorio nazionale.