Isola Dino: Ferrara (M5s), da anni in stato di abbandono

Cosenza, 6 feb. – «L’Isola Dino, l’isola più grande ed importante della Calabria, attualmente di proprietà privata, nonché Sito di Interesse Comunitario e Zona Speciale di Conservazione, da anni versa in uno stato di profondo abbandono e di degrado». L’eurodeputata Laura Ferrara, rispondendo al sollecito dell’associazione Italia Nostra sezione Alto Tirreno Cosentino, chiede l’intervento della Commissione europea circa lo stato d’incuria in cui versa l’Isola che sorge a largo della costa di Praia a Mare.
«Nello specifico, l’area versa in condizioni di elevata precarietà ambientale a causa della consistente presenza di rifiuti di vario genere (compreso alcuni relitti di autoveicoli!) depositati e abbandonati sul suolo dell’isola» scrive la Ferrara nell’interrogazione parlamentare.

«Da tempo – aggiunge Ferrara – la sezione Alto Tirreno Cosentino di Italia Nostra denuncia le condizione di estremo degrado in cui versa l’Isola di Dino, la quale occorre ricordare, risulta essere di proprietà privata ma al contempo area da tutelare e sulla quale vige l’interesse Comunitario. Le foto che mi ha fatto pervenire l’associazione di tutela ambientale non lasciano spazio ad equivoci. Sull’isola a minare la buona conservazione del SIC vi è la presenza di materiali pericolosi come eternit, catrame, vernici e oli che danneggiano la conservazione dell’equilibrio ecologico naturale dell’isola. Nell’interrogazione alla Commissione europea segnalo, fra le altre cose, lo stato di conservazione dell’habitat 1170 delle “Scogliere” compromesso a causa della presenza di lastricati in cemento, resti di piscina, calcinacci, pozzetti e manufatti in totale stato di abbandono. Alla luce di quanto premesso e delle numerose denunce dell’associazione chiedo alla Commissione se intende sollecitare le autorità preposte, in primis la Regione Calabria, ad effettuare un urgente sopralluogo e a dare precise indicazioni al comune di Praia a Mare perché venga fatto predisporre un adeguato piano di bonifica e di rimozione rifiuti dall’area. Chiedo, inoltre, da parte della Commissione un urgente sollecito agli enti preposti a dare piena e completa applicazione delle misure di conservazione per le aree SIC-ZSC approvate dalla Regione Calabria nel 2016, ovvero la tutela, valorizzazione e fruibilità dei luoghi che vista la scellerata gestione, sarebbe il caso ritornassero al più presto di pubblica proprietà» conclude l’europarlamentare.