Coronavirus: Upi, “Decreto governo non aiuta Calabria””

Catanzaro  – “È necessario che la Regione Calabria pianifichi una strategia di azioni specifiche, parallela e integrata a quella nazionale, che metta in campo risorse significative”. Lo ha detto il presidente dell’Upi Calabria Sergio Abramo, presidente della Provincia di Catanzaro, nel corso di una videoconferenza stampa organizzata per presentare le proposte degli enti locali calabresi contro l’emergenza coronavirus, all’indomani delle decreto governativo “Cura Italia”.
Nella videoconferenza Abramo ha evidenziato che “il decreto del governo penalizzerà il Sud e la Calabria a causa dell’incidenza della maggiore emergenza sanitaria al Nord e del numero delle imprese possibili beneficiarie in proporzione, visto che le imprese in Lombardia sono 955.000 rispetto alle 109.000 della Calabria. In particolare – ha aggiunto il presidente dell’Upi Calabria – se nella nostra regione possono essere interessate ai provvedimenti tampone per 50.000 imprese, a livello nazionale le Pmi sono circa due milioni, con circa 10 milioni di lavoratori a rischio di interruzione del rapporto o di licenziamento: prevedendo per il credito di imposta un fabbisogno di circa 3,5 miliardi, e per la Cig un fabbisogno di circa 25 miliardi, ne deriva – ha sostenuto Abramo – che solo questi due interventi consumerebbero più della dotazione complessiva del decreto. Quindi l’applicazione delle misure non potrà essere estesa a tutto il territorio nazionale e il Sud e la Calabria saranno sacrificate”.

Da qui la proposta di Abramo, indirizzata al presidente della Regione, Jole Santelli, di “pianificare una strategia di azioni specifiche, parallela e integrata a quella nazionale, che metta in campo risorse significative degli strumenti oggi a disposizione della Regione sulla programmazione integrata 2014/2020 in fase conclusiva, e cioè Por, Pac-Fsc e Risorse Liberate. Come Upi e come Anci condividiamo l’idea della Santelli di una rimodulazione e riprogrammazione urgente degli strumenti, visto che il Por presenta un livello di spesa solo del 27% (634 milioni su una dotazione complessiva di 2,378 miliardi) e la disponibilità non utilizzata del Pac è pari quasi al 50% delle risorse. Questa rimodulazione – ha aggiunto il presidente dell’Unione province calabresi – va definita subito costituendo un ‘tavolo tecnico di lavoro’, condiviso tra Regione, enti locali e partenariato sociale, e condividendola immediatamente con l’Unione europea”.
La rimodulazione delle risorse comunitarie, ha poi specificato Abramo, “dovrà prevedere interventi per la ripresa di competitività delle piccole e medie imprese, da finanziare con il Fondo europeo di sviluppo regionale, come il credito d’imposta o il rimborso di costi susseguenti all’emergenza, e interventi per il mantenimento dei livelli occupazionali dei lavoratori delle imprese, da finanziare con il Fondo sociale europeo, come il rimborso della Cassa integrazioni o sostegni al reddito aziendale per le interruzioni di servizio”. Abramo ha poi chiesto a Santelli di “convocare anche l’Unione delle province e l’Anci Calabria nella task force dell’economia regionale varata per affrontare l’emergenza coronavi​rus, perché il contributo degli enti locali calabresi è fondamentale. C’è la necessità – ha concluso il presidente dell’Upi – di fare presto, non si può più aspettare oltre”. Nella videoconferenza stampa Abramo è stato affiancato dal vicepresidente vicario dell’Anci, Francesco Candia, e dal responsabile dello “Sportello Europa” della Provincia di Catanzaro, Antonio De Marco.