Coronavirus: in Calabria 3 casi tra rientri, nessun decesso

Catanzaro – “In Calabria ad oggi sono stati effettuati 40.806 tamponi. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 1.125 (+3 rispetto a ieri), quelle negative sono 39.681”. Lo rende noto la Regione Calabria nel bollettino quotidiano dei dati relativi al coronavirus: dall’inizio dell’emergenza in Calabria sono 89 i decessi (dato invariato rispetto a ieri). “Territorialmente – prosegue il bollettino regionale – i casi positivi sono così distribuiti: Catanzaro 42 in reparto; 60 in isolamento domiciliare; 82 guariti; 33 deceduti. Cosenza 16 in reparto; 278 in isolamento domiciliare; 137 guariti; 29 deceduti. Reggio Calabria 16 in reparto; 2 in rianimazione; 129 in isolamento domiciliare; 97 guariti; 16 deceduti. Crotone 7 in reparto; 32 in isolamento domiciliare; 68 guariti; 6 deceduti. Vibo Valentia 51 in isolamento domiciliare; 19 guariti; 5 deceduti.

Il totale dei casi di Catanzaro comprende soggetti provenienti da altre strutture e province che nel tempo sono stati dimessi. Un paziente ricoverato all’ospedale Pugliese di Catanzaro è di Taranto. Si precisa che al Policlinico di Germaneto sono stati ricoverati due pazienti provenienti da altre province. Nel numero dei casi testati attraverso tampone, sono compresi 605 riferiti ai rientrati presso la propria residenza, di cui tre positivi. I soggetti in quarantena volontaria – riferisce la Regione – sono 7.670 così distribuiti: Cosenza 1411; Crotone 1.997; Catanzaro 2.124; Vibo Valentia 446: Reggio Calabria 1.692”. Nel bollettino, infine, la Regione rileva che “i rientri in Calabria che ad oggi sono stati registrati sul sito della Regione Calabria sono 26.039. Di questi, i rientri registrati per ritorno alla residenza a partire dal 4 maggio sono 7.760; 1.320 sono le registrazioni per ingressi in regione legati a motivi di lavoro, salute e attività istituzionali. Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione civile nazionale”.