Coronavirus: Regione,in Calabria positivi 107 operatori sanitari

Catanzaro  – In Calabria, fino al 6 maggio, sono stati 107 gli operatori sanitari contagiati. Il dato emerge dall’ultimo report settimanale del Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria sui dati del coronavirus dall’inizio dell’emergenza al 6 maggio scorso. “È documentato che i soggetti maggiormente a rischio d’infezione da Sars-CoV-2 sono coloro che si trovano a contatto stretto con pazienti affetti da Covid-19, in primis gli operatori sanitari impegnati in assistenza diretta ai casi. Infatti, tra i primi interventi realizzati per affrontare l’epidemia, la Protezione civile regionale, d’intesa con il Dipartimento Tutela della Salute, ha provveduto all’installazione presso gli ospedali ubicati in tutta la regione, delle tende di ‘triage campale’. Tali strutture sono state predisposte in prossimità di tutti i pronto soccorso degli ospedali della regione Calabria, pari a 21”.

Nel report del Dipartimento regionale si osserva che “dall’inizio dell’emergenza sanitaria correlata alla diffusione del Covid-19, sono molti i professionisti sanitari che hanno contratto il virus, risultando, su scala nazionale, una delle categorie maggiormente colpite. Alla data di redazione del presente report, sono stati riportati al sistema di sorveglianza nazionale della piattaforma dell’Istituto superiore di Sanità 23988 casi di CodiD-19 (con un incremento pari al 12,7% nell’ultima settimana di rilevazione) tra gli operatori sanitari, di questi, 107 in Calabria. Diversamente da quanto avviene nella popolazione generale, negli operatori sanitari calabresi – è scritto nel rapporto – si osserva un numero maggiore di casi di sesso femminile rispetto al numero di casi di sesso maschile. Il primo caso di Covid-19 tra gli operatori sanitari si è verificato nella provincia di Crotone, mentre il numero maggiore di casi si è riscontrato nella provincia di Catanzaro, in seguito al focolaio individuato presso una Rsa”. Secondo il report del Dipartimento regionale Tutela della Salute, inoltre, “una seconda categoria di soggetti a rischio è rappresentata dagli ospiti delle strutture residenziali sociosanitarie. In tali strutture gli ospiti, in genere con un’età superiore ai 60 anni, spesso presentano patologie multiple, croniche, fragilità e disabilità. Tale categoria di soggetti è potenzialmente a maggior rischio di evoluzione grave, qualora colpiti da Covid-19”: nel periodo sotto osservazione, quindi fino al 6 maggio, i casi confermati riconducibili a queste strutture, inclusi gli operatori sanitari e socio sanitari e i contatti sono 207, con un’età media di 67,4 anni.