Crotone, 8 gennaio 2026 – “Non permetteremo che una scelta ingiusta e discriminatoria colpisca la Calabria e soprattutto il territorio di Crotone, non ci fermeremo”. Così dichiara in una nota la segreteria regionale della Slc Cgil Calabria, in merito alla vicenda per il servizio “Chiama Roma”.
“In seguito alla pubblicazione del bando per il servizio “Chiama Roma”,- afferma la segreteria nella nota – in cui era presentel’indicazione di un CCNL diverso dalle Telecomunicazioni ed ancor più grave un punteggioaggiuntivo per assunzioni fatte nel comune di Roma sulla commessa in cui da anni sono impiegati 150 lavoratori crotonesi, come Slc Cgil Calabria abbiamo attivato fin da subito tutte le interlocuzioni affinché venissero modificate queste due clausole che fin da subito abbiamo ritenutoinaccettabili.Contestualmente è stato avviato lo stato di agitazione e sono state attivate le procedure diraffreddamento previste dalla legge.In seguito agli incontri avvenuti tra la SLC CGIL e la Cooperativa aCapo, sia in sede aziendale cheinnanzi alla Prefettura di Crotone, bisogna constatare che le procedure di raffreddamento relativealla vertenza “Chiama Roma” si sono concluse con esito negativo. Il 14 gennaio ci sarà un ulteriore passaggio importante per il futuro occupazionale dei lavoratori della sede di Crotone, in quella giornata si terrà l’incontro tra le Organizzazioni Sindacali e il Comune di Roma, richiesto unitariamente da CGIL, CISL e UIL per tentare ulteriormente, approfittando delloslittamento della scadenza del bando di gara a giorno 16 c.m., di spiegare all’istituzione comunale labontà delle nostre rivendicazioni, nell’interesse dei lavoratori e della continuità del servizio abbinataalla qualità che lo ha da sempre contraddistinto”. “In questo contesto, – continua la nota – se non dovessero andare a buon fine neanche le interlocuzioni attivate con leconfederazioni romane, le lavoratrici e i lavoratori di Crotone sarebbero esposti al rischio ditrasferimenti forzati a più di 600 chilometri di distanza, che nei fatti si configurerebbero comelicenziamenti mascherati.Ribadiamo che riteniamo imprescindibile il rispetto delle regole e delle norme nelle gare e nei cambidi appalto, sia per quanto riguarda l’applicazione dei CCNL, oltretutto previsto anche da indicazioniministeriali, sia per quanto concerne la clausola sociale, che deve garantire non solo la continuitàoccupazionale, ma anche il mantenimento della sede di lavoro.
Nel corso degli incontri con le lavoratrici e i lavoratori della sede di Crotone, al termine di assembleemolto partecipate, è emersa la ferma volontà di proseguire con la mobilitazione a difesadell’occupazione, pertanto, qualora il Comune di Roma non riveda le previsioni del bando di gara,assicurando il principio di territorialità nel cambio di appalto, metteremo in campo tutte le iniziativedi lotta necessarie a difesa del territorio e del lavoro.Non permetteremo – conclude la nota – che una scelta ingiusta e discriminatoria colpisca la Calabria e soprattutto ilterritorio di Crotone, non ci fermeremo”.









