Teatro: Salemme strappa risate al “Rendano” con “festa esagerata”

salemme-vincenzo1Cosenza – Lunghi applausi e tante risate per l’esilarante comicita’ di Salemme in “Una festa esagerata” a teatro “Rendano” di Cosenza nell’ambito della stagione 2016/2017. L’autore napoletano-vincitore in passato del Premio Toto’ e del Premio Vittorio Gassman – dimostra il suo valore a tutto tondo come autore, regista e attore di un testo teatrale che tratteggia con toni surreali la crisi della nostra societa’ e la perdita dei valori. Una famiglia borghese di oggi, composta da padre, madre e figlia coinvolta nell’organizzazione del debutto in societa’ della giovane Mirea. Ed ovviamente, non potrebbe esserci nulla di piu’ semplice se non fosse che il padre (Vincenzo Salemme), uomo dai saldi valori morali, debba confrontarsi con una moglie “affamata” di popolarita’ e di scalata sociale, disposta a tutto pur di incassare soldi e fare la vita da “borghese” scendendo a compromessi con la politica locale. Una messa in scena efficace, una scenografia mobile sposta l’azione dalla terrazza della famiglia borghese, all’ingresso dei loro vicini di casa. Salemme tratteggia gag esilaranti che si susseguono senza respiro, in uno spettacolo che rinnova e rende omaggio alla grande commedia napoletana. La festa della “rampolla” di casa salemme-vincenzo2suscita l’ira degli inquilini del piano di sotto. Una zitella, al limite dell’esaurimento nervoso e un padre anziano che “decide” di passare all’altro mondo proprio il giorno dei festeggiamenti. Una girandola di colpi di scena, in cui Salemme, tenta di riportare tutto nelle giuste dimensioni e a un’etica che sembra non interessare piu’ a nessuno.
“La festa si deve fare ad ogni costo” moglie e figlia sono determinate. L’importante e’ che la gente non sappia e non possa giudicare. Le relazioni umane sono ormai goverante dall’ipocrosia e dall’odio “Non ci auguriamo di stare meglio – e’ un sorriso arrendevole quello di Salemme – ma speriamo che l’altro stia sempre peggio di noi”. Tutto questo raccontato con il ritmo della farsa per lasciare il passo, in alcuni passaggi, alla moderna commedia napoletana. Un testo che rende omaggio a De Filippo. Echi di “Questi fantasmi” in un delizioso soliloquio, sulla terrazza, con il vicino “Eduardo” . Cosi’ come la voce di “Lucariello” di Natale in casa Cupiello chiude la commedia con il celebre “Te piace o presepio”. E’ il lato grottesco dell’animo umano ad interessare Salemme. Sono i chiaroscuri delle cosiddette persone normali, al centro delle sue commedie, di coloro che vivono nascondendosi dietro lo scudo delle convenzioni, coloro che vivono le relazioni sociali usando il codice dell’ipocrisia come unica strada per la sopravvivenza. E cosi’, la nostra societa’ diventa un grande condominio, fatto di vicini che si prestano lo zucchero, il termometro e si scambiano i saluti ma che, al contempo, sono pronti a tradirsi, abbandonarsi e, in qualche caso estremo, anche ad odiarsi.