Menzione D’Onore per la lametina Castagnaro a concorso letterario

Lamezia Terme – Si è tenuta ieri a Rende, la premiazione del decimo Concorso Nazionale ed internazionale di poesia e narrativa organizzato dall’Associazione socio-culturale “Club della Poesia” e dal suo presidente Andrea Fabiani. La serata è stata condotta dallo stesso Fabiani ed è stata contornata dalle note del maestro Piergiuseppe Maggi, dalla vocalist Erminia Carbone, dalle voci narranti di Anna Scarpino e Tonino Buffone e dai dipinti dell’artista Marcella Senise.
Tra i premiati del concorso, figura la scrittrice lametina Simona Barba Castagnaro che si è guadagnata una Menzione D’onore per la sua poesia dal titolo “Papà”, nella sezione “A” concernente singole poesie a tema libero. “Una carezza lieve – ha commentato la giuria – che trasforma in parole vellutate e ricche di fascino i versi della poesia”.
“Papà” è contenuta in “Cespugli di rovi”, il primo libro di Simona Barba Castagnaro  ed è una poesia che ha assunto, però, un valore aggiunto con la pubblicazione del secondo libro dal titolo “Annerita di condensa” edito dalla medesima casa editrice. Infatti un aneddoto presente in quest’ultimo riguarda proprio la poesia premiata. “Era il 2015, precisamente il 19 Marzo, la festa del papà – racconta l’autrice – A seguito di alcune commoventi righe trovate per caso sul computer e scritte appositamente per me da mio padre, decisi di regalargli una poesia che serbavo per lui da qualche tempo. Nell’ascoltare le parole che la compongono, papà sorrideva raggiante in un modo che poche e rare volte gli ho visto fare. Era tutto molto magico, tutto infinitamente speciale, tutto avvolto da una bolla che avrei voluto conservare in modo tale da guardarci dentro e rivivere quel momento ogni qual volta ne avessi avuto bisogno, proprio come adesso che lui non c’è più.”
La Menzione d’Onore è stata allora non solo un importante riconoscimento letterario, ma anche una maniera di rivivere un momento di vita altrettanto importante e speciale, nonché la maniera di mantenere vivo il ricordo di un’assenza presente che, parlandone, si fa ancora più concretamente presente.

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