A Tiriolo mostra dedicata a riti della Settimana Santa in Calabria

Tiriolo – Verrà inaugurata sabato 6 aprile 2019 alle ore 18:00, presso la sala conferenze del Museo Archeologico di Tiriolo e si protrarrà fino al 22 aprile, la mostra dedicata a riti della Settimana Santa in Calabria, dal titolo “PIETAS. Riti della Settimana Santa in Calabria”.
Nel corso della serata inaugurale interverranno Domenico Stefano Greco, Sindaco di Tiriolo, Antonio Paonessa, Presidente de “L’Obiettivo”, Fabio Librandi, Docente di Etnologie delle culture mediterranee dell’Università della Calabria e Domenico Giampà, fotografo.
“Sono trascorsi diversi secoli – spiega il  progetto TirioloAntica di Scherìa Comunità Cooperativa di Tiriolo – eppure ancora oggi esistono in Calabria riti vissuti dalla religione attuale, ma profondamente legati a simboli e cerimonialità arcaiche, lontane, a volte dimenticate, che trovano origini nelle conoscenze millenarie che, ancor prima dell’esistenza del cristianesimo, presentavano le simbologie legate al sacrificio, alla morte e alla rinascita, indissolubilmente intrecciate alle più antiche tradizioni dell’abbondanza, della generosità e della prosperità. Il tutto si arricchisce dei silenzi dei luoghi, della riservatezza e solitudine di piccoli borghi e arroccati paesi, che ben sembrano riportare l’immaginario alle profonde meditazioni, agli eremi in cui hanno trovato riparo racconti di uomini mistici, di pastori di anime perse e ritrovate. In Calabria il tempo assume un altro significato, esso viene scandito da sempre dalle stelle e dalle stagioni ma pure dalle ricorrenze popolari: più precise del miglior orologio e più antiche del più vecchio calendario”.
Così il progetto “PIETAS. Riti della Settimana Santa in Calabria” – mostra fotografica e libro – curato e realizzato dai soci dell’Associazione Videofotografica “L’Obiettivo” di Tiriolo, rappresenta, “la chiara espressione della pietà popolare in terra di Calabria e la sintesi di quasi vent’anni di impegno e ricerca sul campo”. Dal 2000 Martino Ciambrone, Pietro Ennio Procopio, Vittorio Greco, Massimo Merigelli, Domenico Giampà, Gianluca Rocca, Andrea Azzarito, Renato Grembiale e Antonio Paonessa, guidati da un’autentica passione per l’arte fotografica, hanno viaggiato nella spiritualità del popolo calabrese, avviando un percorso di documentazione tendente al recupero della memoria e dell’identità. Percorrendo circa 5.000 chilometri in lungo e in largo per tutta la Calabria, toccando tutte le province, con più di 40 centri oggetto di documentazione e con un archivio imponente di oltre 20.000 fotografie, hanno seguito itinerari che si snodano tra lingue, costumi, abitudini, credenze e umanità multiformi, pervenendo a un piccolo atlante antropologico,