Lamezia: in mostra le opere del pittore Albino Lorenzo

Lamezia Terme –(di Giovanni Mazzei) – Presentata ieri 26 marzo, presso la galleria artistica SpazioArte57 di Lamezia Terme, l’esposizione delle opere del pittore Albino Lorenzo. Alla presentazione hanno partecipato Pasquale Lorenzo, figlio del pittore e l’architetto Emilio Minasi, a moderare l’incontro è stata Piera Dastoli. Sarà possibile ammirare l’esposizione dal 4 al 18 aprile, tutti i giorni dalle 17 alle 20.
“Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”.
La citazione del film capolavoro del maestro Mario Monicelli “Amici miei” ben si presta ad essere perfetta descrizione delle doti stilistiche dell’arte di Albino Lorenzo, artista calabrese nato a Tropea negli anni ’20 del Novecento.
Punto di svolta della produzione dell’artista tropeano fu quando, infatti, ebbe il colpo di genio di non utilizzare le consuete e comuni tele per dipingere, secondo i dettami dello stile imperante, bensì di utilizzare quelli che oggi definiremo materiali da recupero,rendendoli adeguati alla sua nuova svolta stilistica.
Il materiale in questione è la masonite, solitamente utilizzata per la realizzazione dei sottotetti, la quale vuoi per esigenze economiche, vuoi per intuizioni artistiche divenne supporto prediletto per l’arte di Lorenzo. La ruvidità di tale grezzo supporto modificò sensibilmente lo stile di Lorenzo, il quale passò dal puntinato tipico dell’impressionismo, a una pittura più graffiante, un tratto maschio, virile, capace – con un movimento subitaneo e deciso – di sottomettere la porosità del supporto all’ispirazione del pennello di Tropea.
“Mio padre fu prolifico di quadri ma anche di figli, avendone avuti 18!” – Pasquale Lorenzo, figlio del pittore, ha offerto all’uditorio il suo ricordo sul padre e il suo giudizio dell’artista – “Non ebbe la fortuna che meritava in quanto non volle mai legarsi a nessuna galleria: per lui l’arte era libertà assoluta! Durante una esposizione a Venezia venne definito: l’impressionista che creo un proprio impressionismo”.
Come detto, la masonite è una superficie che crea notevole attrito, essa pretende un colpo secco, risoluto e risolutore, dopo il quale non si può tornare indietro. Lorenzo disponeva di uno sguardo fotografico che gli consentiva di riproporre fedelmente le immagini viste ma quando sbagliava – ricorda il figlio – “lanciava direttamente il quadro dalla finestra! E io scendevo per recuperarlo”.
Definibile come il punto di congiunzione tra il figurativo e il moderno, lo stile del pittore di Tropea divenne particolarissimo, tanto da definire una corrente detta “lorenziana”, che ispirò alcune pittrici della scuola di Berna.
Ad avvalorare tale disamina è anche il giudizio dell’architetto Emilio Minasi, cerimoniere del club per l’Unesco di Tropea, presente alla serata: “più della sintesi cromatica e della sintesi del movimento, pur notevoli, a caratterizzare i suoi personaggi – spesso accompagnati da animali – è la sintesi della luce: in quanto è proprio la luce a donar movimento ai suoi personaggi”.
Parole di plauso per l’iniziativa anche dal dott. Giovanni Bianco del Touring Club Nazionale, definendola un’occasione per mettere in risalto i valori positivi e artistici – spesso taciuti – della nostra Calabria.

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