Isca: “L’Albero di Canto” chiude con una grande partecipazione

Isca sulla Jonio(Catanzaro) – Sapori e saperi che si diffondono per le vie suggestive di Isca sullo Ionio, aperte e accoglienti per quanti vogliono cogliere l’autenticità e il significato profondo della memoria che diventa identità di una comunità intera, oltre i confini geografici. E’ questo lo spirito più profondo di una tra le manifestazioni più antiche tra quelle nate in Calabria per valorizzare i borghi attraverso la rivisitazione delle sue strade e piazze, animandole di arte e di musica, rendendole nuovamente attrattive innanzitutto per i propri abitanti, e quindi anche per i visitatori e i turisti. Chiude con una grande partecipazione la XIV edizione di “L’Albero di Canto”, manifestazione organizzata e diretta dall’Associazione ARPA, con al direzione artistica di Danilo Gatto, il patrocinio del Comune di Isca sullo Ionio, guidato dal sindaco Vincenzo Mirarchi, con la preziosa collaborazione della Pro Loco Sanagasi, oltre che della partnership dell’Associazione Etnopiano. La manifestazione ha ottenuto il finanziamento della Regione Calabria per gli interventi per la valorizzazione del sistema dei beni culturali, annualità 2018. “Isca Superiore non era mai stato luogo di afflusso turistico, ma grazie a L’Albero di canto – affermano il sindaco Vincenzo Mirarchi e il consigliere comunale e provinciale Marziale Battaglia, tra i fondatori della manifestazione nata nel 1998 – è diventato un borgo conosciuto, visitato, nel quale, con l’occasione del festival, si sono sviluppate piccole attività microeconomiche, rispetto alle quali ogni anno si rinnova l’attesa e l’efficacia”.
Per due giorni le vie di Isca sono state inondate di profumi e sorrisi, di percorsi enogastronomici nei catoi aperti alla curiosità e alla scoperta di quanti hanno voluto riscoprire sapori antichi, e curiosare nelle botteghe che espongono prodotti artigiani, e le mostre come quella dedicata alla “Corajìsima” la bambola di pezza che veniva appesa fuori dalle case in occasione della Quaresima, raccolte per la Calabria da Andrea Bressi.
Dopo le animazioni itineranti con la Fanfarra e la Croatian Bagpipers Band, la presentazione del bel libro di Barbara Froio “Maramenti. La Cucina di dei Ricordi”, non un semplice libro di cucina, ma ancor di volume elegante e intenso dedicato ai ricordi che passano attraverso i sapori e gli odori dei piatti in tavola. Secondo Barbara Froio ogni piatto tradizionale è un documento storico, che parla delle persone che lo hanno pensato e creato, delle loro aspettative di vita, del periodo in cui sono vissute. “Noi non siamo soli – dice – siamo chi ci ha preceduto e chi ci seguirà e portare in tavola i piatti che parlano dei saperi e dei sapori del mio paese per condividerli con parenti e amici è un modo per condividere e ricordare”. E dopo aver cucinato insieme a Barbara Froio, con la partecipazione di residenti e turisti, la serata degli spettacoli è stata aperta da ospiti d’eccezione i Croatian BagPipes Band.
L’ensemble diretto da Stjepan Veckovica e formato da tre musicisti e una cantante suonerà ha proposto pezzi del repertorio balcanico dell’area serbo croata dell’Adriatico suonato con diverse tipologie di cornamuse.
Un momento intenso di grande teatro e riflessione, a seguire con lo spettacolo “Spartacu Strit Viù” di e con Francesco Gallelli, il racconto drammaturgico nato in seno alla residenza MigraMenti a Badolato, diretta dal Teatro del Carro, diretto da Luca Michienzi e con costumi di Anna Maria De Luca, la scrittura scenica è degli stessi Gallelli e Michienzi. Dopo i successi registrati con una serie di repliche in tutta la Calabria, “Spartacu” approda a Isca, a due passi da Badolato, il comune di origine di Franco Nisticò, politico calabrese al quale è dedicato il lavoro è pure dedicato e che ritroviamo nel protagonista Spartacu. Nisticò si è battuto con determinazione per il miglioramento e l’ammodernamento della 106, per difendere i diritti di chi questa strada è costretto a percorrerla quotidianamente rischiando la vita ogni giorno. La strada che il nostro Spartacu si trova a percorrere ogni giorno per andare a guadagnare quei pochi denari che gli occorrono per sperare di costruirsi un futuro e una famiglia. Sa che il suo destino è legato a questo viaggio quotidiano, che costantemente compie, sin da quando è piccolo, perché lui su questa strada ci è nato e per questa strada si batterà tutta la vita. Ed ecco così che la storia dell’eroe romano, che la leggenda vuole abbia compiuto imprese mirabili proprio qui in Calabria, si intreccia con quella dell’uomo d’oggi. In “Spartacu Strit Viù” non esistono personaggi, ma solo storie universali, storie che accomunano i giovani e gli anziani, i classici e i moderni, il passato e il futuro. La vita e la morte. Sulla strada.
A chiudere la XIV edizione de “L’Albero di Canto” la performance di “All’Uso Antico” gruppo di musica tradizionale del cosentino che si avvale di suonatori che hanno un unico obiettivo: resuscitare la “vera” musica di tramandazione orale del cosentino consolidando i legami fra i giovani e gli anziani per un connubio culturale di alto livello.