Musica: Carmen Consoli protagonista al Festival d’Autunno

Catanzaro – (di Giovanni Mazzei)- Il secondo appuntamento del Festival d’Autunno “Cantautori e dintorni”, presso il Teatro Politeama di Catanzaro, ha avuto come protagonista la cantautrice Carmen Consoli.
Nata a Catania nel 1974, la piccola Carmen inizia a suonare la chitarra elettrica già a 9 anni. La “Cantantessa”, come viene definita dal suo pubblico, è nota per la particolarità della sua voce e l’energia delle sue canzoni che la hanno resa una delle artiste più amate e influenti del Bel paese, grazie a uno stile che l’ha consacrata vera e propria icona rock e anticonvenzionale.
Prima donna nella storia del Club Tenco a vincere la Targa omonima per il miglior album dell’anno, unica italiana a partecipare alle celebrazioni dell’anniversario della scomparsa di Bob Marley in Etiopia; negli anni ha saputo imporsi per il suo stile esclusivo e inimitabile.

Una voce unica, in grado di essere riconosciuta tra mille timbri, e una scrittura capace di eleggerlacome una delle cantautrici più apprezzate nella storia della musica italiana.
“L’ultimo bacio”, “Parole di Burro”, “Amore di plastica”, successi che sono stati accompagnati in coro da tutto il Politeama: gremito da un pubblico che ha risposto in massa presente al secondo appuntamento del festival ideato da Antonietta Santacroce; un pubblico che dall’inizio alla fine ha seguito quasi stregato la voce della cantante catanese, come fosse un’eco di sirena.
“Eco di sirene”, per l’appunto, oltre a essere brano di repertorio, è anche il nome assunto dal tour della stessa Consoli, che termina con questa data la tournéeitaliana per intraprendere da novembre l’avventura americana.

Carmen ricorda durante la serata al Politeama la protesta femminile delle Femèn in Francia, dove 114 persone (come il numero di donne uccise dal proprio partner o ex compagno nel 2019) hanno sfilato a Parigi truccate da zombie, con cartelli che rappresentavano pietre tombali, leggendo il nome e l’età di ogni vittima.
Non sono mancati poi i ricordi d’infanzia, con le parole della nonna Carmela, che la sollecitavano a non piegarsi alle imposizioni maschiliste: ricordi sempre coloriti dall’uso del dialetto, mai disdegnato dalla Consoli.
Il presentarsi di un problema tecnico alla chitarra (la rottura del ponticello) provoca la seguente battuta della cantantessa: “Non so perché noi siciliani abbiamo sempre problemi ccu ‘sti ponti!”.

Parole anche rivolte al sud, meridione condiviso da Calabria e Sicilia. “Voi siete del nord rispetto a me”, scherza la cantautrice catanese. “Non dobbiamo aver timore, fa parte del nostro vissuto avere problemi con le E aperte, con i transitivi: andiamo fieri del nostro sud!”.

Un sound rock, forte, tenace che è da svariati anni marchio di fabbrica dell’autrice di “Fiori d’Arancio, seppur la solita nonna la esortava a comporre “Canzoni cchiù melodiose, non sempre ‘sti cosi baccanusi”. Ma quel baccano, quell’energia,quella forza sono la melodia più elevata raggiunta dalla Consoli, una tenacia capace di essere infusa in ogni nota, in ogni parola trasmettendo la forza tipica del sud e delle donne.