Lamezia: Alessandro Quarta reinterpreta Astor Piazzolla al Grandinetti

Lamezia Terme – (di Giovanni Mazzei) – Il secondo appuntamento della stagione teatrale Ama Calabria al teatro Grandinetti di LameziaTerme ha avuto come indiscusso protagonista il violinista Alessandro Quarta che, insieme all’orchestra femminile del Mediterraneo, ha interpretato tecnicamente ma anche emotivamente il repertorio musicale di quel genio argentino che fu Astor Piazzolla.
Questo appuntamento della stagione Ama Calabria,il secondo dell’intero palinsesto è però il primo che si svolge sotto l’egida del nuovo sindaco (anche se non ancora insediato), il quale ha salutato il pubblico accorso al teatro Grandinetti,con tali parole: “Non c’è emozione più grande del teatro simbolo della vitalità dell’intera città. Da solo non potrò risollevare le sorti della città, per questo chiedo alla cittadinanza di aiutarmi. Le premesse ci sono tutte per riprenderci una Lamezia di accoglienza, cultura, sorriso e voglia di operare; la costruzione di una Lamezia migliore deve partire da tutti noi.Il Teatro Grandinetti è ilsimbolo della città che si riprende, dobbiamo aiutare chi lo fa andare avanti”.
Lo spettacoloha proposto un Alessandro Quarta in grandissima forma:vera rockstar del violino, noto ai più per l’esibizione lo scorso Sanremo insieme al Volo. Quarta dedica questo spettacolo a uno dei geni assoluti del tango argentino,colui che sconvolse le regole e i ritmi di questa danza nata nel paese sudamericano.
Il tango ebbe origine nei bassifondi di Buenos Aires, è inizialmente eraballato da uomini nudi di fronte a prostitute che poi sceglievano l’uomo più macho. Tango nato dunque da una perversione sessuale. Piazzolla, nato in Argentina da genitorientrambi italiani, a 35 anni scrisse il suo primo tango e rischiò di essere linciato per i cambiamenti di tempi continui e repentini che impedivano ai ballerini di danzare.
Quarta ha ripreso Piazzolla, riconducendolo nei sobborghi argentini delle balere dove nacque il tango, per poi seguire il compositore argentino nelle varie tappedella sua vita:Parigie,inseguito,New York dove fu fortemente influenzato dal jazz, e poi ancora Parigi.
“A Parigi Piazzolla frequentava un bar popolato dagli artisti del primo decennio del novecento francese, proprio di fronte alla Senna. Qui era solito ascoltare i pettegolezzi delle madame francesi. È questa l’interpretazione che ho tentato di dare al mio arrangiamento.” Dichiara il violinista prima dell’esecuzione di uno dei tanti brani proposti.
Serata che ha visto nella prima parte l’interpretazione delle Cuatro Estaciones Portenas, uno straordinario dialogo a distanza con Le QuattroStagioni di Vivaldi e nella seconda parte la rivisitazione dei tagli più note del compositore argentino.
Tanta musica, poche parole, una sola richiesta: accendere le luci in platea, per poter guardare il pubblico negli occhi e vedere le emozioni che sono state generate dalle melodie di Piazzolla e delle esecuzioni di Alessandro Quarta e dell’orchestra femminile del Mediterraneo diretta da Antonella de Angelis.