Fisco: Confesercenti, a Reggio e Catanzaro importo Tari da record

palazzo-conf
Catanzaro – La Tari, la tassa sui rifiuti che ha sostituito la Tares, potrebbe costare quest’anno ai contribuenti fino a 10 miliardi di euro, di cui 4 a carico delle sole imprese. Sono i dati dell’indagine effettuata da Confesercenti nazionale sul peso della tassa dei rifiuti nel 2015 che ha preso a modello delle ‘imprese campione’, calcolando l’importo della tari e delle imposte addizionali che insistono su di essa nei 20 comuni capoluogo di regione in Italia. “E se a Napoli, – si legge in una nota – con una media di 5.567,89 euro, spetta il triste record della Tari piu’ alta per le imprese di commercio e turismo, nella citta’ dello Stretto la tassa sui rifiuti supera di almeno il dieci per cento quella di Catanzaro (una media di 3665,73) che gia’ si colloca ai primi posti nella rilevazione di tutti i capoluoghi di regione italiani. Un dato decisamente preoccupante, dovuto alle decisioni dei commissari prefettizi che hanno governato la citta’ prima delle ultime elezioni comunali. Una decisione che ha permesso di applicare il massimo previsto dalle leggi vigenti e che, se non interverranno fatti nuovi, le imprese reggine saranno obbligate a pagarla per dieci anni. Una tassa sicuramente esosa, fuori controllo, ben diversa, ad esempio, di quella applicata a L’Aquila (1473,29 euro) o Aosta (1.745,03 euro)”. “Piu’ che una tassa legata ad un servizio – spiega Antonino Marciano’, presidente di Confesercenti Calabria – la Tari sembra essere ormai diventata un’imposta locale basata sulla superficie dell’attivita’ e del tutto slegata dalla effettiva produzione di rifiuti e dall’efficienza dei sistemi di raccolta. Un tributo salatissimo, che praticamente in tutti i comuni, ed in particolare a Reggio Calabria, non appare proporzionato ne’ ai consumi prodotti ne’ al servizio ricevuto e che sta mettendo in ginocchio le imprese del commercio e del turismo. Ci sono state gia’ proteste in molti comuni in tutta Italia. Per questo – annuncia Marciano’ – scriveremo al Presidente del Consiglio Renzi e al Presidente dell’Anci Fassino per individuare soluzioni”.