Sud: Camusso, serve strategia univoca di crescita per il Paese

Gioia Tauro (Reggio Calabria)  – “Se non c’e’ una strategia univoca che faccia camminare insieme il Paese sul piano dello sviluppo, la partita della crescita rischia di essere persa”. Lo ha detto Susanna Camusso, parlando a Gioia Tauro dove partecipa all’iniziativa “L’Italia del Mezzogiorno”, promosso dalla Cgil per presentare le proposte sullo sviluppo del Mezzogiorno. Serve, ha spiegato Camusso, “un piano che punti su un’agenzia generale sullo sviluppo, che sappia rilanciare tutto il Sud e riallinearlo alla crescita di tutto il Paese. Anche sulla Zes (Zona economica speciale, ndr) che e’ stata sin dall’inizio una nostra proposta – ha spiegato noi crediamo che deve essere inserita in un contesto di programmazione infrastrutturale e di creazione di livelli industriali collegati col Sistema Paese. Non basta ridurre le tasse”.

Camusso e’ tornata sull’argomento chiudendo la manifestazione. “Laboratorio Sud – ha esordito – non nasce oggi, abbiamo iniziato questo percorso nel 2015. Nasce come una proposta che e’ sempre stata una proposta di piattaforma nazionale. Non abbiamo mai indicato Laboratorio Sud come un’idea di una proposta delle regioni meridionali per le regioni meridionali, abbiamo sempre detto che Laboratorio Sud era avere delle idee per il Paese, perche’ se si continua ad immaginare la questione meridionale che oggettivamente c’e’, non c’e’ bisogno di fare particolari ricerche, come una questione che e’ delle regioni meridionali, non si dara’ mai una risposta ai problemi del Paese, non solo ai problemi delle regioni meridionali. La nostra ambizione – ha spiegato – e’ quella di una piattaforma nazionale”.
Camusso ha ricordato di aver lanciato la proposta a Potenza tempo fa. “Eravamo in una congiuntura straordinaria in quel momento. Forse dirlo oggi dopo le ultime elezioni – ha proseguito – appare una stranezza, ma eravamo in una congiuntura straordinaria, tutte le regioni del Mezzogiorno rispondevano a un’unica proposta politica e avevano la straordinaria chance di provare a essere cooperanti e coordinate, e quindi non a costruire il progetto ognuno per se’ senza relazione, ma l’idea di quali erano le chiavi di un rilancio del Mezzogiorno che non solo agganciasse all’insieme del Paese, ma voltasse pagina rispetto ai tanti anni di malgoverno che ce lo dobbiamo dire ha caratterizzato troppe regioni del Mezzogiorno. Era un’idea di cambio di passo e purtroppo devo dire non siamo stati ascoltati”. Per Camusso “si e’ persa l’occasione di determinare una strategia per il Mezzogiorno che avesse un punto comune che dicesse qual e’ l’obiettivo e si e’ scelta in realta’ una strada ancora in tanta parte che e’ quella “rispondiamo alle tante domande che si sono man mano strutturate, di richiesta di investimenti piccoli e grandi, che troppo spesso suonano piu’ come la ricerca del consenso per il giorno dopo che non con un’idea di prospettiva. Bisogna ricostruire – ha secondo il segretario generale Cgil – l’idea che ci devono essere delle proposte di dimensione nazionale e che abbiano la visione lunga. Capisco che dire visione lunga in questo Paese sembra una stranezza, ma con la politica dei cinque secondi noi non mettiamo mano ai nodi strutturali del Paese”.

 

Sud: Camusso, occorre investire risorse ordinarie
“Ci devono essere le risorse ordinarie per il Mezzogiorno”. Lo ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, a Gioia Tauro per partecipare all’iniziativa “L’Italia del Mezzogiorno” nel corso della quale il suo sindacato ha presentato le idee di sviluppo del sindacato per il rilancio del Sud.
“Dopo la piu’ grande crisi che il nostro Paese e in il mondo abbiano vissuto – ha detto – la crescita cui siamo di fronte non risolve i nodi strutturali del Paese, e l’idea che ancora una volta noi ci affidiamo semplicemente al fatto che c’e’ un po’ di crescita, e questo determinera’ le soluzioni, e’ un’idea che lascia invariati tutti gli elementi di diseguaglianza, le distanze strutturali che si sono determinate, e soprattutto la fragilita’ del nostro sistema. Allora dire che abbiamo quattro proposte che oggi facciamo, e’ dire approfittiamo della congiuntura che s’e’ determinata, che non e’ piu’ quella dello sprofondo progressivo, per affrontare i nodi strutturali. Non nascondiamoli sotto il tappeto perche’ non ce li risolvera’ nessuno se non li risolviamo noi con delle scelte che siano strutturali di investimento nel nostro Paese.
“Dobbiamo smetterla – ha proseguito la segretaria della Cgil – di pensare che non esiste un intervento ordinario nel Mezzogiorno. Se l’idea e’ sempre quella che siccome non hai un’equilibrata distribuzione delle risorse, usi i fondi europei o i fondi strutturali per affrontare la quotidianita’, il divario strutturale crescera’ sistematicamente tra il Mezzogiorno e il resto del Paese. Lo dico anche alla luce di un quadro politico che e’ diventato molto complicato dopo le elezioni. Questa cosa che noi spendiamo troppo nel Mezzogiorno e’ una follia che va combattuta quotidianamente. Lo dico per delle cose che sono banali. Ad esempio – ha spiegato – se la dispersione scolastica continua ad essere piu’ alta nelle regioni meridionali che nelle altre regioni, forse servono ordinariamente piu’ risorse per l’istruzione nel Mezzogiorno”.

Secondo Camusso, “le risorse ordinarie ci devono essere, le risposte quotidiane alle persone vanno date con le risorse ordinarie. Dopodiche’ bisogna essere rigorosissimi, bisogna pretendere che la gestione della spesa ordinaria sia finalizzata alla soddisfazione dei bisogni, non basta rivendicare bisogna dimostrare anche una qualita’ della gestione di queste risorse, pero’ bisogna anche ricominciare a dire le cose come sono, perche’ – ha spiegato -se continuiamo a raccontare questa telenovela per cui siccome ci sono delle responsabilita’ quelle responsabilita’ rimarranno per sempre non e’ mai possibile cambiare, questo determina che non ci sono le risposte alle persone in carne ed ossa che vivono in questa parte del Paese. E’ una fase indubbiamente difficile, ma alle fasi difficili – ha concluso – non si risponde scappando, si risponde decidendo di coinvolgere il Paese”.