Bankitalia: Calabria; occupazione cresce, difficoltà per laureati

Catanzaro – In Calabria “nel 2018 l’occupazione è cresciuta per il terzo anno consecutivo”, con un calo degli “scoraggiati” ma con la perdurante difficoltà per i laureati di trovare un posto di lavoro. A evidenziarlo è la filiale di Catanzaro della Banca d’Italia nell’annuale rapporto sull’economia della Calabria. Nel capitolo dedicato la mercato del lavoro, Bankitalia parla di “dinamica positiva del mercato del lavoro, confermata anche dall’aumento delle ore lavorate per addetto e dall’ulteriore riduzione del ricorso alla Cassa integrazione guadagni. L’aumento degli addetti si è concentrato nei mesi primaverili ed estivi, anche per effetto della stagione turistica favorevole: la situazione è invece leggermente peggiorata nell’ultima parte dell’anno”. Secondo l’istituto “il tasso di occupazione è risalito al 42,2% (era il 40,8% nel 2017): è più basso di 3 punti percentuali rispetto al 2007, in conseguenza del forte calo registrato in corrispondenza della crisi. L’incidenza dell’occupazione rimane anche nettamente inferiore rispetto al resto del paese: questo fattore rimane cruciale nella spiegazione della maggiore disuguaglianza in regione nella distribuzione del reddito. L’aumento degli addetti ha riguardato entrambi i generi in misura simile: il divario nei tassi di occupazione a favore degli uomini è rimasto dunque stabile, su livelli superiori alla media italiana. Come nel 2017 – annota la Banca d’Italia – la dinamica occupazionale è stata meno favorevole nella fascia d’età tra i 35 e i 54 anni. Contrariamente a quanto registrato nel resto del paese, l’occupazione è aumentata solo per gli individui in possesso di titoli di studio inferiori o pari al diploma, confermando la bassa capacità di assorbire i laureati da parte del sistema produttivo calabrese”.
L’occupazione, si legge ancora nel rapporto della filiale di Catanzaor della Banca d’Italia , “è cresciuta prevalentemente tra gli autonomi, diversamente dal resto del paese. Secondo i dati Inps relativi al settore privato, i rapporti di lavoro dipendente sono aumentati in misura inferiore al 2017. Questo rallentamento è riconducibile alla minore crescita dei contratti temporanei, interessati dalle modifiche intervenute con il ‘Decreto Dignità’. Ciononostante, le assunzioni a tempo indeterminato sono state ancora lievemente negative. Poco più di un quarto dei nuovi contratti stabili ha beneficiato di sgravi contributivi, un dato stabile rispetto allo scorso anno”. (AGI)
CZ2/ADV
Bankitalia: Calabria; occupazione cresce, difficoltà per laureati (2)
Pubblicato: 17/06/2019 12:10

(AGI) – Catanzaro, 17 giu. – Nel 2018, spiega ancora Bankitalia, “l’offerta di lavoro è aumentata del 2,7%, in connessione con il graduale miglioramento delle prospettive occupazionali. Il tasso di attività delle persone tra i 15 e i 64 anni è risalito al 54%. La maggiore offerta di lavoro si è riflessa anche in un aumento delle persone in cerca di impiego: il tasso di disoccupazione è così rimasto stabile al 21,&. Sulla maggiore partecipazione al mercato del lavoro ha influito il calo del numero di individui ‘scoraggiati’, cioè coloro che avevano smesso di cercare attivamente un impiego pur essendo disponibili a lavorare: tale condizione rimane comunque ancora molto diffusa in regione, soprattutto tra le donne”.
La Banca d’Italia, inoltre, osserva che “la disoccupazione giovanile si è ridotta per il terzo anno consecutivo ma rimane ancora nettamente superiore sia rispetto alla media nazionale sia nel confronto con i livelli che si registravano prima della crisi. Analogamente, la quota di giovani tra i 18 e i 29 anni che non sono occupati, non studiano e non sono inseriti in un percorso di formazione (‘Neet-Neither in employment nor in education and training’) si è leggermente ridotta (al 42,2) ma rimane superiore di 15 punti percentuali rispetto alla media italiana e di 7 punti rispetto ai livelli del 2007. L’incidenza della disoccupazione di lunga durata, che si ricollega alla ricerca di lavoro da oltre 12 mesi, è rimasta sostanzialmente stabile. Si è invece ridotto – conclude l’istituto – il numero di coloro che cercano un lavoro perché hanno perso di recente un impiego alle dipendenze”.