Bankitalia: Calabria, pesanti disavanzi enti locali

Catanzaro  “L’attività degli enti territoriali calabresi rimane condizionata dalla loro difficile situazione economico finanziaria, derivante da una pesante situazione debitoria e da diffusi disavanzi di bilancio”. Lo evidenzia la relazione sull’economia della Calabria della filiale di Catanzaro della Banca d’Italia, con riferimento alla situazione della finanza pubblica nel 2018.
“Gli enti territoriali della Calabria – aggiunge Bankitalia – hanno evidenziato nel complesso un ampio disavanzo di bilancio. Una quota minoritaria del disavanzo complessivo è imputabile alla Regione Calabria: in termini pro capite è pari a 51 euro, un valore inferiore alla media delle Regioni a statuto ordinario. La situazione di bilancio delle Province è invece peggiore del resto del Paese: tre enti calabresi su cinque hanno evidenziato un disavanzo di bilancio, mentre in Italia tale quota è pari al 18 per cento. Per tali enti, il disavanzo si è attestato a 23 euro pro capite (un dato simile alla media delle Regioni a statuto ordinario. Gran parte del disavanzo degli enti territoriali calabresi – rimarca il rapporto dell’istituto – è imputabile al comparto dei Comuni, i cui equilibri di bilancio hanno in parte risentito, più che nel resto del Paese, di rilevanti accantonamenti al fondo crediti di dubbia esigibilità, connessi anche alla bassa capacità di riscossione degli enti. Solo il 43 per cento dei Comuni calabresi (l’81 per cento nelle Regioni a statuto ordinario) è riuscito a ottenere un avanzo di bilancio, pari in media a 80 euro per residente (94 euro nei comuni in avanzo delle Regioni a statuto ordinario) Il 47 per cento dei Comuni ha invece evidenziato un disavanzo che, in media, è stato di 524 euro pro capite (361 euro nei Comuni in disavanzo delle Regioni ordinarie, mentre la quota restante ha conseguito un saldo di bilancio nullo. Come nel resto del Paese, il valore pro capite del disavanzo dei Comuni peggiora al crescere della dimensione demografica”.

 

Secondo la Banca d’Italia “alla fine del 2018 un elevato numero di Comuni si trovava in situazione di criticità finanziaria tale da richiedere la procedura di riequilibrio finanziario. In Calabria le diverse forme di criticità finanziaria, nel loro complesso, sono significativamente più diffuse rispetto alla media nazionale. Alla fine del 2018, 63 Comuni manifestavano uno stato più o meno accentuato di crisi, pari al 15 per cento delle amministrazioni comunali calabresi. In particolare, 31 avevano dichiarato lo stato di dissesto, 29 avevano avviato la procedura di riequilibrio finanziario e 4 versavano in condizioni di deficit strutturale. La quota di popolazione residente nei Comuni caratterizzati da qualche forma di criticità – osserva l’istituto – era pari al 37 per cento, a fronte di circa il 25 e il 10 per cento rispettivamente nel Mezzogiorno e in Italia. Su tale dato, incideva significativamente la presenza, tra gli enti in pre-dissesto, dei Comuni di Cosenza, Lamezia Terme e Reggio Calabria”. Nel report, infine, la Banca d’Italia evidenzia che “dal lato delle entrate, gli enti territoriali calabresi restano maggiormente dipendenti dai trasferimenti dalle amministrazioni centrali, anche a causa della bassa capacità di riscossione delle entrate proprie. Nel breve periodo, essi potrebbero tornare a ricorrere a ulteriori incrementi nelle aliquote tributarie, a seguito dello sblocco della leva fiscale concesso dal legislatore”.