Svimez: Russo (Cisl), “Dati devastanti su economia Calabria”

Catanzaro  – “I dati devastanti che emergono dal Rapporto Svimez sull’arretramento dell’economia calabrese dimostrano che il tempo degli annunci è terminato. Fin da subito, a partire dalla prossima manovra finanziaria in cantiere al Parlamento, occorre mettere mano ad un nuovo piano straordinario di investimenti che rilanci la crescita e l’occupazione al Sud e in Calabria in particolare”. Lo afferma, in una nota, Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria che lancia un appello al Governo e a tutti i parlamentari – per “profondere il massimo impegno a favore di una sorta di new deal delle politiche economiche nazionali a favore della nostra regione. Non è più possibile – afferma – assistere inermi alla caduta libera del sistema socio-economico-produttivo della Calabria che sta comportando tra l’altro il crollo demografico e la fuga in massa delle migliori forze produttive dalla regione. Tutti aspetti ben fotografati da Svimez – aggiunge – che indica record negativi per la Calabria a partire della flessione del Prodotto interno lordo (-0,3%) e dal dato sull’emigrazione: in un solo anno hanno lasciato la regione il 4 per mille della popolazione residente. Per lo più giovani con un livello di preparazione medio decisamente elevato. Aspetti che per questo – sottolinea – non lasciano alcun dubbio sulle politiche finora portate avanti dai governi che si sono succeduti e che troppo spesso hanno trascurato una regione sempre più distante dal resto del Paese e dagli standard europei. Quello che colpisce ed indica che la ricetta giusta per invertire questa tendenza – afferma ancora Russo – si concentra nell’avvio di nuovi investimenti pubblici per il Sud, sono i numeri sulla diminuzione delle risorse destinate dal governo alle iniziative di sostegno all’economia sana e all’incremento della dotazione infrastrutturale della nostra regione. In entrambi i settori, come ben ha fotografato il rapporto Svimez, si è assistito negli ultimi anni ad una riduzioni progressiva delle risorse. Una scelta che suona come una sorta di disimpegno del governo per una parte del suo Paese”.

Un disimpegno dimostrato, secondo Russo, con nella mancata attuazione della clausola del 34% per gli investimenti ordinari che dovrebbero essere diretti al Mezzogiorno e che nella realtà dei fatti si riduce al 28%. “Sei punti percentuali all’anno – spiega – che si traducono in minore risorse da destinare allo sviluppo del Sud. Questo ci porta a chiedere con forza – dice il segretario generale della Cisl – un impegno serio e concreto in direzione opposta. Servono risorse aggiuntive e fresche rispetto a quelle già previste dai fondi comunitari per sviluppare iniziative straordinarie tese a dotare la Calabria di quelle infrastrutture materiali e immateriali utili a metterla in condizione di competere con altri territori e recuperare così il suo gap di crescita. Le iniziative annunciate dal nuovo esecutivo all’atto del suo insediamento – segnala Russo – con il varo del Piano per il sud non possono in questo senso trasformarsi in una semplice rimodulazione di fondi già previsti per la nostra regione, ma devono contemplare meccanismi finanziati con risorse aggiuntive, complementari rispetto ai fondi Ue. Magari rinegoziando con l’Europa maggiore flessibilità per gli investimenti diretti al Sud a partire del sistema del cosiddetto Patto di stabilità interno. Ma chiediamo anche – propone ancora – rendere appetibile per le multinazionali italiane ed estere investire nel Sud e in Calabria. Territori che viceversa queste aziende, di cui molte anche a partecipazione statale, stanno progressivamente abbandonando. In questo senso è necessario introdurre sistemi che ancorino i sostegni agli investimenti al mantenimento dei livelli occupazioni e di crescita nelle realtà meridionali. Solo in questo modo – conclude Russo – si potranno innescare meccanismi virtuosi di ripresa dell’economia e dell’occupazione calabrese. La nostra regione non ha bisogno di misure assistenziali ma di iniziative per creare lavoro vero e duraturo sul territorio. Questo consentirà di fermare lo spopolamento e la fuga dei giovani che sta compromettendo qualsiasi ipotesi di sviluppo futuro della Calabria”.