Fase 3: Furlan, ora cambiare prospettive e priorità

Catanzaro – “La pandemia impone un cambiamento di prospettive: è quanto la Cisl ha posto all’attenzione degli Stati generali e del presidente Conte”. Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenendo oggi in videoconferenza alla riunione dell’esecutivo della Cisl Calabria. “È il momento – ha aggiunto Furlano – di chi sa proporre e creare coesione sociale. Emergono i problemi che da anni la Cisl sostiene. Non si può per il Sud pensare di far quadrare i conti tagliando servizi e posti letto nella sanità, un metodo che si è rivelato disastroso. Così come bisogna superare al Sud i limiti delle infrastrutture immateriali (la banda larga), che hanno pesantemente inciso sul diritto alla conoscenza e all’istruzione. L’Europa sta cambiando e operando scelte di sostegno impensabili fino a sei mesi fa, mettendo in campo 170 miliardi aggiuntivi rispetto alle risorse ordinarie. C’è bisogno – ha sostenuto il segretario generale della Cisl – di non sprecarne neanche un euro. Bisogna ritrovare lo spirito che ha caratterizzato il Paese in tanti momenti di difficoltà nel reagire e nell’andare avanti: pensiamo al metodo adoperato nel 1993 dal presidente Ciampi, che ha coinvolto tutti i livelli istituzionali e tutti gli attori sociali in intese concertative per portare il Paese fuori dalle secche e guardare al futuro”.

Secondo Furlan – si legge poi in una nota diffusa dalla Cisl Calabria – “è il momento di cambiare priorità. Tra queste ci sono il rafforzamento del sistema sanitario pubblico; il finanziamento di ricerca, formazione, università, scuola, superando il precariato, stabilendo subito un protocollo di sicurezza anticoronavirus, ma pensando anche alla sicurezza degli edifici; il sostegno all’economia reale, alle imprese che fanno innovazione, ai lavoratori per gli ammortizzatori sociali, riordinando il sistema per tutelare i lavoratori sprovvisti; al settore del turismo; alle produzioni ecosostenibili che rispettino salute e lavoro; a un piano energetico che renda il Paese competitivo. È urgente e necessario – ha quindi aggiunto il segretario generale della Cisl – lo sblocco delle infrastrutture perché bisogna collegare il Sud con il Nord del Paese e il Nord con Europa; la competitività o è del sistema Italia nel suo complesso o non c’è. E la revisione del codice degli appalti va bene se significa meno burocrazia, ma non può comportare meno sicurezza né l’abbassamento della guardia contro la corruzione e l’infiltrazione della criminalità”.