Perseo omicidi: controesame di Torcasio in Corte Assise Catanzaro

Francesco Pagliuso e Aldo Ferrao

Francesco Pagliuso e Aldo Ferraro

Lamezia Terme  – E’ ripreso, davanti alla Corte di Assise di Catanzaro, il troncone del processo Perseo che riguarda gli omicidi di Pietro Pulice, Giuseppe Chirumbolo, Nicola Gualtieri e Bruno Cittadino e che vede imputati Vincenzo Arcieri, difeso dagli avvocati Aldo Ferraro e Vincenzo Galeota; Franco Trovato, difeso dall’avvocato Salvatore Staiano; Antonio Voci, difeso dall’avvocato Leopoldo Marchese e Giancarlo Chirumbolo, difeso dall’avvocato Francesco Pagliuso. L’udienza di oggi è stata interamente dedicata al controesame del collaboratore di giustizia Angelo Torcasio che ha risposto alle domande dell’avvocato Staiano, tese a chiarire la posizione del suo assistito Franco Trovato. Durante il controesame è emerso che il pentito, nel corso degli interrogatori resi durante i 180 giorni dall’inizio della sua collaborazione, non aveva mai riferito del coinvolgimento di Trovato nell’omicidio di Giuseppe Chirumbolo, affermando che gli esecutori materiali sarebbero stati Maurizio Molinaro e Alessandro Torcasio. Solo nell’ultimo interrogatorio del 13 gennaio 2012, invece, Angelo Torcasio avrebbe accusato per la prima volta Francesco Vasile quale esecutore materiale e Franco Trovato per avere fornito supporto logistico ai killer. Dinanzi a tali contestazioni il collaboratore si è limitato ad affermare che all’inizio della sua collaborazione temeva per l’incolumità sua e dei suoi familiari, e che solo verso la scadenza dei 180 giorni si sarebbe deciso a dire tutta la verità “a 360 gradi”. Nel corso dell’udienza il pubblico ministero ha poi comunicato ai difensori l’acquisizione al suo fascicolo delle dichiarazioni rese dai nuovi collaboratori di giustizia Giuseppe e Pasquale Catroppa, e Luciano Arzente, nonché il deposito di alcune dichiarazioni rese da Vincenzo Ventura e da Francesco Vasile a carico, rispettivamente, degli imputati Vincenzo Arcieri e Antonio Voci. La richiesta della pubblica accusa ha trovato l’opposizione dell’avvocato Francesco Pagliuso che ha eccepito la nullità e l’inutilizzabilità dei verbali di Vasile, resi il 15 gennaio del 2015, e depositati nell’udienza scorsa, perché resi dopo i 100 giorni dall’inizio della sua collaborazione ed, inoltre, ha chiesto l’inutilizzabilità dei verbali di Vincenzo Ventura, depositati oggi, per l’omesso avviso di deposito. Da qui, quindi, la richiesta di inutilizzabilità da parte del difensore. Anche l’avvocato Aldo Ferraro ha rilevato la violazione dei diritti di difesa, oltre alla inutilizzabilità di tali atti, essendo “processualmente inconcepibile che atti di indagine, che già dovevano trovarsi nel fascicolo del pubblico ministero, siano depositati solo durante il processo, dopo avere già ascoltato alcuni collaboratori di giustizia e, soprattutto, considerando che tali dichiarazioni esistevano già nel momento in cui le parti avevano scelto se essere processati con rito ordinario o con rito abbreviato”. Su queste eccezioni presentate dagli avvocati, la Corte si è riservata di decidere e il processo è stato, quindi, rinviato all’udienza del 14 maggio, durante la quale i difensori procederanno al controesame di Saverio Cappello, secondo collaboratore di giustizia ascoltato in questo stralcio dell’operazione Perseo.