Processo Perseo: in aula testi della difesa

perseo-1024-07-10-15-di Stefania Cugnetto
Lamezia Terme – Continua l’escussione dei teste della difesa nell’aula Garofolo, all’interno del processo Perseo, svolgimento che vede tra gli imputati i capi e i gregari della cosca Giampà. Anche nell’udienza odierna, i testimoni che si sono alternati sul banco sono state persone che hanno avuto rapporti lavorati con la ditta EdilNotar, ditta edile intestata e gestita dai coniugi ed imputati, Carmen Bonafè e Giuseppe Notarianni. I cosiddetti testimoni a discarico, sono stati citati dal difensore della coppia, l’avvocato Aldo Ferraro, con l’intento di ricostruire le entrate e la serie di assegni che il Notarianni ha ricevuto negli anni. Il primo teste citato è perseo-1014-07-10-151stato, Francesco Nicolazzo, cliente dell’imputato Giuseppe Notarianni, in quanto nel 2006 il Notarianni ristrutturò la casa del testimone. Pasquale Crapella, ex commerciante ambulante, cliente del Notarianni nel 2002-2003, per la demolizione e la costruzione di una casa, per una spesa complessiva di 120milioni di lire. Il testimone ha dichiarato di aver pagato l’intera somma, una parte in contanti e uno tramite assegni. E’ stata poi la volta del teste, Giuseppe Aloiso, anch’egli commissionò i lavori della propria abitazione all’imputato Giuseppe Notarianni. Gli ultimi due testimoni ascoltati dal collegio giudicante, presieduto da Carlo Fontanazza, sono stati due acquirenti delle villette, site in ex contrada Talarico. L’altro teste, già chiamato a deporre dalla pubblica accusa in una perseo-1014-07-10-152precedente udienza, Fiore Caruso, che oggi è tornato in aula per rispondere alle domande dell’avvocato Ferraro. Il difensore si è concentrato sui lavori elettrici, impianti fognari e lavori collaterali nella costruzione dell’abitazione del teste. Si tornerà in aula venerdì, 9 ottobre, che sarà dedicata all’escussione di 4 testimoni citati dall’avvocato Ferraro, tra i quali ci dovrebbe essere Giovanni Chirico, citato per oggi ma assente, titolare dell’omonima ditta, che secondo l’accusa sarebbe stato vittima di estorsione da parte di Giuseppe Notarianni. Toccherà poi all’avvocato Leopoldo Marchese che citerà in aula come testimoni a discarico per la posizione di Andrea Crapella, il padre e il fratello dell’imputato.