Operazione “Lucignolo”: Domenico Chirico “’u duru” a processo

finanziere-auto-1Lamezia Terme – Domenico Chirico detto “u duru”, indagato nell’ambito della cosiddetta operazione “Lucignolo”, sarà giudicato con il rito abbreviato. Infatti è stato emesso un decreto di citazione diretta a giudizio per l’imputato, anche sulla base del fatto che la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha definito il fascicolo penale, anche perché sono stati ritenuti sufficienti dal sostituto procuratore Elio Romano gli elementi di prova presenti al fascicolo per andare direttamente a dibattimento, saltando l’udienza preliminare, quindi il giudizio del Giudizio del elle indagini preliminari.
Domenico Chirico era stato tratto in arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, Assunta Maiore, su conforme richiesta del sostituto Romano e del Procuratore della Repubblica Antonio Vincenzo Lombardo. L’operazione, denominata “lucignolo”, era stata portata a temine dal Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme diretto dal Tenente Colonnello Fabio Bianco, a seguito di attivita’ info-nvestigative svolte d’iniziativa dal Nucleo Mobile comandato dal Brigadiere Vito Margiotta.
finanzieri-spalleLe indagini presero le mosse nel gennaio del 2014, allorquando i finanzieri del Nucleo Mobile, appresero da un loro informatore che Chirico, all’interno di una discoteca di Lamezia Terme aveva picchiato un barman, poiché questi aveva preteso il pagamento di una bevanda, tra l’altro ordinata per la consumazione da un soggetto che era in sua compagnia. Da qui sono scattate immediatamente le indagini del caso. Per cui, la prima mossa degli investigatori è stata quella di interrogare immediatamente la proprietaria del locale, la quale, dapprima negava che presso il suo esercizio si era verificato il predetto evento, per evidenti timori di ritorsioni, ma poi, incalzata dalle domande delle fiamme gialle ammetteva che l’evento delittuoso era effettivamente accaduto. Anche il barman ammetteva in qualche modo di essere stato colpito dall’indagato poichè aveva preteso da questi il pagamento di un drink, ma non nascondeva i suoi timori di subire ritorsioni a seguito delle dichiarazioni rilasciate. Elementi che hanno indotto il sostituto procuratore Romano della Dda di Catanzaro e gli uomini del Nucleo Mobile,ad avviare ulteriori e più complesse indagini, attraverso le quali hanno ricostruito la storia criminale di Domenico Chirico, anche con l’ausilio delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia.
caserma-lamezia-gdfE le attività investigative, sviluppate dagli uomini delle fiamme gialle, in tema di estorsioni, avrebbero consentito agli investigatori del nucleo mobile, di accertare che Chirico, almeno dall’anno 2005, avvalendosi della sua forza di intimidazione avrebbe usufruito per se ed i suoi amici di ingressi e consumazioni gratuite presso tutti i locali notturni della zona, perchè tutti gli imprenditori, proprietari degli esercizi, avrebbero riferito che questi era noto per essere vicino ai clan della ‘ndrangheta di Lamezia terme e che temevano tutti che la richiesta di pagamento di ticket d’ingresso o delle consumazioni al bar avrebbe potuto far scaturire delle ritorsioni nei loro confronti anche a danno delle stesse attività commerciali.
Il sostituto procuratore Romano, formulando la richiesta per l’arresto del Chirico, aveva anche ipotizzato, nei confronti di quest’ultimo, i reati di associazione mafiosa, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di armi e ricettazione sui quali il Gip non ha ravvisato la necessaria gravità indiziaria. Secondo gli inquirenti il Chirico fino all’anno 2003 avrebbe militato tra le file della cosca Torcasio per poi passare dalla parte dei Giampà.
Il reato di associazione mafiosa e di spaccio di sostanze stupefacenti era stato ipotizzato anche per Andrea Chirico, fratello di Domenico, ma anche su questo punto il Gip aveva rigettato la relativa richiesta di misura cautelare. Sulla base del provvedimento della Dda, Domenico Chirco ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato e l’udienza è stata fissata per il 25 novembre prossimo presso la Sezione Gip-Gup del Tribunale di Catanzaro.