Ndrangheta: operazione “Perseo 2”, Tdl libera Domenico Sirianni

tdl-sirianniLamezia Terme – Associazione per delinquere di stampo mafioso, con la contestazione di essere parte interante della cosca Giampa’ di Lamezia Terme. Con queste accuse la Polizia di stato di Catanzaro lo scorso 10 agosto nella cosiddetta operazione “Perseo 2”, aveva arrestato, insieme ad altre sei persone, Domenico Sirianni, detto “il pescatore”, in esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Corte di Assise di Appello del Capoluogo, nel fare propria l’istanza di applicazione della misura cautelare avanzata dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello. A distanza di circa tre messi da quel provvedimento Sirianni, coinvolto nell’operazione “Perseo”, portata a termine a luglio del 2013 contro l’organigramma criminale della cosca Giampa’ di Lamezia Terme, che era stato assolto in primo grado e condannato in Appello, a sei anni di reclusione, perché ritenuto di fare parte della cosca Giampà, è tornato libero. Infatti il tribunale della Libertà di Catanzaro, presieduto da Giuseppe Valea, accogliendo l’appello degli avvocati Lucio Canzoniere e Domenico Villella , ha revocato il provvedimento restrittivo nei confronti del Sirianni che, secondo l’accusa, avrebbe fatto parte della cosca Giampa con il “ruolo di partecipe”, svolgendo “in qualità di uomo di fiducia di Giuseppe Giampà, accompagnandolo con funzioni di autista in ogni suo spostamento e provvedendo inoltre alla gestione di diverse piantagioni di stupefacenti sparse su tutto il territorio lamentino e curate per conto della cosa ed attivo anche in taluna vicenda estorsiva, esecutore di ‘imbasciate’ varie per conto di Giuseppe Giampà”.
Insieme al Sirianni finirono in carcere: Emiliano Fozza, 37 anni; Pino Strangis, 41; Carmine Vincenzo Notarianni, 59, tutti condannati a 6 anni di reclusione; Antonio Fragale, 55, condannato a 6 anni e 8 mesi; Giuseppe Ammendola, 33, condannato a 20 anni di carcere; Antonio Muraca, 37, condannato a 8 anni di reclusione. Mentre Gino Strangis, 47 anni, anche lui finito nella inchiesta sfuggi alla cattura e consegnandosi poi lo scorso 26 settembre. Tutti avevano superato indenni il primo grado di giudizio essendo stati assolti con il rito abbreviato, ma hanno tutti subito condanne davanti al giudice di Appello dopo il ricorso formulato dalla Procura Distrettuale di Catanzaro.
Rilevanti, secondo gli inquirenti, sono le posizioni di Fragale, cui e’ stata riconosciuto il ruolo e la responsabilita’ di concorrente esterno alla ‘ndrina Giampa’ in quanto provvedeva ad occultare in locali di sua proprieta’ i mezzi che la cosca utilizzava per realizzare le azioni delittuosee, e quelle di Notarianni e di Muraca che devono rispondere di una serie di episodi estorsivi a carico di imprenditori che gestivano esercizi commerciali a Lamezia Terme, tutti aggravati dal metodo mafioso. Ammendola sarebbe uno degli autori del duplice omicidio di Vincenzo Spena e Domenico Vaccaro, avvenuto nell’ottobre del 2006, e del quale e’ accusato anche l’attuale collaboratore di giustizia Francesco Vasile.