Chiusura Carcere: Speranza, il ministro non lo riceve

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Lamezia Terme – Il sindaco Gianni Speranza ritorna sulla questione carcere. Il penitenziario della città è stato chiuso ufficialmente (perché ufficiosamente è chiuso da un anno) dal 22 aprile con decreto ministeriale con firma del ministro Andrea Orlando. Speranza fa sapere di aver cercato di organizzare un incontro con il ministro della Giustizia ma senza avere risultati ed aggiunge “ allo stato attuale solo i parlamentari di Sel, al Senato e alla Camera, hanno presentato interrogazioni urgenti al Ministro di Giustizia per avere risposte chiare ed ufficiali”. Speranza ha affermato la sua volontà di “adottare una delibera per fare ricorso contro il decreto di chiusura firmato dal Ministro per l’infondatezza delle sue premesse e le falsità in esso chiaramente contenute”. Probabilmente è  l’ultimo atto che il primo cittadino di Lamezia adotterà  a difesa del suo operato a favore della riapertura  del carcere,  dopo  esser stato chiuso con decreto del ministro della Giustiza, con il suo consenso che poi ha negato. Ma scarica le responsabilità  al candidato Paolo Mascaro, rimproverandolo  di avere  “usato un linguaggio a dir poco non rispettoso verso di me”. Ed ha aggiunto “nessuno dei parlamentari e degli esponenti di Governo che lo sostiene ha preso una iniziativa pubblica ed ufficiale, per impedire o contrastare la chiusura del nostro carcere”.

Rimanendo sul fattore carcere Speranza annuncia il possibile spostamento del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, riperccorendo, poi, le tappe dell’intera vicenda, fatti che lui definisce “certi e inconvertibili”: “il primo è che un anno fa, con un blitz del tutto inaspettato ed inconcepibile, è stato sgombrato il carcere di Lamezia Terme; il secondo è che il Governo, dopo aver sempre affermato che il vecchio edificio del carcere o avrebbe continuato ad ospitare la casa circondariale o sarebbe diventato sede del Provveditorato, un mese fa, ha firmato il decreto di chiusura dello stesso carcere; terzo, solo qualche anno fa, il Ministero di Giustizia aveva ristrutturato e restaurato l’ex complesso conventuale di S. Francesco all’interno del quale era ospitato il carcere”.
Speranza ha aggiunto “fin dal primo sgombero, essendo i locali di proprietà del demanio e quindi pubblici ed essendo stati fatti costosi lavori di ristrutturazione e ammodernamento, si è parlato di un loro diverso utilizzo, compresa l’ipotesi di spostamento degli uffici del Provveditorato attualmente in affitto”.
Il sindaco uscente, si rivolge quindi al Governo e al Ministro Orlando e chiede “risposte alle domande che noi e tutta la nostra comunità ha posto e cioè sul perché si sia deciso di chiudere una struttura da poco ristrutturata, sul perché questo sia accaduto mentre tutti sanno del sovraffollamento che affligge le nostre carceri e infine del perché, per giustificare una scelta così discutibile, si sia sostenuto il falso”.