Lamezia Terme – “Mentre il Sindaco uscente, nella seduta del 28-05-2015 con atto n.211, deliberava in giunta opposizioni e ricorsi avverso il Decreto Ministeriale del Ministero della Giustizia del 22-04-2015, con il quale è stata definitivamente soppressa la Casa Circondariale di Lamezia Terme, gli altri esponenti del Partito Democratico, in qualità di forza politica di maggioranza nell’attuale governo, continuano nella loro totale indifferenza ed estraneità nei confronti di questo ulteriore abuso al cuore della legalità lametina”. Lo afferma in una nota il Comitato Riapriamo il Carcere di Lamezia Terme, che naturalmente e spontaneamente si chiede “come mai chi ha sempre creduto nel mantenimento della nostra struttura penitenziaria, oggetto tra l’altro di numerosi interventi di ristrutturazione che l’hanno reso adeguata alle vigenti normative, nel corso di questo ultimo anno, ha dovuto confrontarsi e chiedere l’intervento di vari esponenti politici presenti in tutte le maggiori città della regione Calabria ma non ha mai potuto avvalersi della presa di posizione, a favore del carcere, da parte della classe politica lametina!”
Eppure, commenta ancora il Comitato, “i cittadini hanno sostenuto, votato e mandato al governo figli di questa stessa città che mai si sono degnati di difenderla e che hanno sempre tradito con loro cinismo e la loro apatica noncuranza la crescita economica della loro città, finanche a privarla di strutture esistenti che operavano per il bene comune”. E per il Comitato no ci sono dubbi “con la definitiva chiusura del carcere si scrive un’altra pagina nera per la politica locale, fatta di fallimenti, forse calcolati a beneficio di chissà quale interesse personale, e laddove a Roma si aspettava la parola e l’intervento dell’onorevole Doris Lo Moro, questa è venuta puntualmente a mancare”. Secondo il comitato “un disimpegno dichiarato apertamente con un silenzio assordante, occultato con le lezioni di legalità sparate verso i lametini da un comizio elettorale compartecipato con Oliverio e Scalzo ed un PD nazionale che di legalità ne sanno qualcosa”. Ed il comitato “alla Senatrice, e ai suoi collaboratori”, rivolge “tutto il plauso dei cittadini lametini sempre più convinti che per l’imminente ballottaggio di domenica il loro voto, caparbiamente sacrificato come un agnello sull’altare in nome di vane promesse elettorali, possa riscattarsi e togliere l’ascia dalle mani di quel boia troppo a lungo carnefice di una città ormai ridotta allo stremo da chi doveva difenderla e proteggerla”. “Messe dunque tutte le carte finalmente in tavola, svelate responsabilità e indifferenze, tutto – prosegue la nota – per amore della verità e della trasparenza, la città di Lamezia Terme aspetta fino alla fine la risposta e la presa di posizione, finora negata, da parte di questa stessa classe politica così aspramente e amaramente condannata ma pur sempre l’unica in grado di dare una svolta decisiva per la sospensione di un Decreto ingiusto e mendace e per ridare alla città il suo carcere, presidio di legalità e giustizia come segnale forte della presenza delle istituzioni in questo territorio dove criminalità organizzata e mafia la fanno da padrone”.
Ma, per il Comitato, “il tempo è quasi scaduto e per ridare fiducia e credito ai cittadini prima del voto bisogna dal loro un cenno di solidarietà in merito a questa vicenda di abuso e sopruso”.










