Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale “su provveditorato regionale pretestuosi commenti da Catanzaro”

carcerelamezia
Lamezia Terme – La sede lametina di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale interviene in merito ai “commenti dei politici catanzaresi in merito all’eventuale dislocazione a Lamezia Terme degli uffici del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria” che affermano di aver letto “con disappunto”. “Ci rendiamo conto – aggiungono – che oramai il livello del dibattito è basso e che si vuole interpretare ogni cosa in proprio favore ma riteniamo che non bisogna offendere la propria e l’altrui intelligenza citando artatamente le Leggi dello Stato: la Legge del 15 dicembre 1990, n. 395 all’art. 32, e nell’allegata Tabella E, individua solo le sedi di dislocamento dei Provveditorati e le Circoscrizioni di riferimento senza mai dire che tali strutture devono essere obbligatoriamente realizzate nel territorio comunale del capoluogo regionale o di provincia; lo capirebbe chiunque, scevro da interessi campanilistici, che la legge non si preoccupava di normare la pianificazione degli uffici sul territorio ma solo di garantire un’equa copertura di tipo geografico”. “Il gruppo lametino di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale – prosegue il comunicato – già da tempo – e prima forza politica cittadina – ha suggerito ed auspicato la decisione del Ministero di utilizzare i locali dell’ormai ex carcere lametino per le funzioni di Provveditorato regionale. La centralità della città della piana e la presenza dell’aeroporto sono sicuramente le motivazioni principali per attirare l’insediamento di questo importante Ufficio ma, nondimeno, l’utilizzazione di una struttura esistente già destinata a tale Amministrazione dello Stato”. ”Ridicoli e pretestuosi – commentano – appaiono i richiami dei politici catanzaresi alla spending-rewiew (proprio loro che per mantenere gli uffici regionali sotto casa per anni hanno fatto spendere milioni e milioni di euro per infrastrutture faraoniche e per affitti da capogiro), al pregio storico dell’ex-convento che fino a qualche mese fa ospitava il carcere lametino e ad i costi di adeguamento rilevanti necessari per una struttura del genere”. Secondo Fratelli d’Italia “si potrebbe rispondere che proprio per questo la città deve essere risarcita, perché ha prestato per lungo tempo un luogo di pregio storico-architettonico per un’importante funzione sociale ed oggi è arrivato il momento che alla città venga restituito il complesso storico ristrutturato ed adeguato ad ospitare tali importanti uffici in luoghi di pregio, adatti anche alle funzioni di rappresentanza che vi si devono svolgere. O qualcuno ritiene che il complesso edilizio debba essere abbandonato e lasciato all’incuria? O forse qualcuno vorrebbe trasformarlo nell’ennesimo centro polifunzionale del nulla”. “La città di Lamezia Terme – continua – oggi ha un nuovo Sindaco che deve cercare di rimettere in moto l’economia cittadina e la vitalità di una comunità che per troppo tempo ha subito i soprusi e le angherie propri di una politica miope e campanilistica”. Il gruppo lametino di Fratelli d’Italia, pertanto “chiede al Sindaco, Paolo Mascaro, e si impegna ad interessare della vicenda i vertici  del Partito: di farsi garante e di battersi con tutte le forze per l’insediamento a Lamezia Terme del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria; di fare un ulteriore passo propositivo per il bene della città individuando nel nuovo PSC di Lamezia Terme – che sicuramente dovrà essere rivisitato dalla nuova Giunta comunale – un’area da destinare ad una nuova struttura penitenziaria moderna e sicura, forse anche nella zona produttiva di c.da Rotoli che pur infrastrutturata e vicina alle grandi vie di comunicazione al momento appare priva di una sua identità”. “Ancora una volta Fratelli d’Italia vuole porsi in maniera propositiva nel dibattito politico cittadino ed in anticipo rispetto alle altre forze politiche, lanciando una proposta realistica: l’area di Rotoli, pensata per gli insediamenti produttivi – ma forse esagerata nel dimensionamento degli spazi – è certamente compatibile con la presenza di una struttura carceraria a carattere regionale, dotata di aula bunker e con caratteristiche di massima sicurezza”.

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