Lamezia: Tari, Udc agire nei limiti del possibile

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Lamezia Terme – Stupore, incredulità e rammarico per quanto è avvenuto, grazie alle inefficienze della passata amministrazione comunale, a scapito dei cittadini lametini in merito alla Tari. Ciò che non dovrebbe mai accadere, in politica come nella vita, è offendere l’intelligenza delle persone. Purtroppo nel caso degli avvisi di pagamento recapitati in questi giorni è avvenuto tutto ciò. Come interpretare altrimenti un avviso, spedito con un colpevolissimo ritardo, che invita i lametini a pagare una rata già scaduta?” E’ la domanda che si sono posti i consiglieri comunali dell’Udc, Giancarlo Nicotera e Pasquale Di Spena, che chiedono “perché tali atti, nonostante la Delibera che ne determinava le tariffe, il numero di rate e le scadenze rechi la data del 29 settembre 2014, non sono stati consegnati ai concittadini in epoca anteriore alla data della prima scadenza che è il 31 maggio 2015? Si aveva forse timore – aggiungono – della reazione dei cittadini che si sarebbero recati alle urne proprio quel giorno?” Nicotera e Di Spena “non vogliano e non possono crederci, perché se così fosse davvero gli interessi dei cittadini sarebbero stati davvero calpestati”. In ogni caso, per i due consiglieri comunali, “ora le famiglie lametine, strette dalla contingente crisi economica, si ritroveranno a dover corrispondere entro il 31 luglio 2015 due rate assieme e ciò in violazione al loro sacrosanto diritto di poter rateizzare il pagamento, secondo quanto previsto dalla normativa e dai regolamenti in materia”. E non hanno dubbi che “le tariffe altissime che ci ritroveremo a versare, assieme a tutte le altre di rilevanza comunale, sono l’eredità pesantissima che dopo dieci anni di gestione ci lasciano gli amici della sinistra. La sinistra e la sua amministrazione – aggiungono – hanno lasciato debiti che nei prossimi trenta anni, oltre a tutti noi, pagheranno i nostri figli ed anche i nostri nipoti”. Quindi per Nicotera e Di Spena, “occorre a tal punto valutare l’opportunità di offrire la possibilità alle famiglie in grave esposizione economica di poter pagare la rata di maggio entro il 30 novembre 2015. Ciò – spiegano – per evitare che in tanti non possano veramente versare due rate assieme in un così stretto lasso di tempo”. Mentre per “il futuro – secondo i due consiglieri comunali – bisogna certamente pensare con lungimiranza a come ridurre i costi del servizio di raccolta oltre ad incrementare in tal senso il più possibile la raccolta differenziata”.
Come Udc, (al di là del ciò che prevede l’art. 1, comma 659 della Legge 147/2013, e secondo quanto previsto dal comma 660 della stessa Legge, modificato dall’art. 2, comma 1 lett. E-ter del D.L. N. 16 del 6.03.2014 convertito, con modificazioni, dalla L. N. 68 del 2 maggio 2014) “ci faremo interpreti in Consiglio Comunale, sin dalla prossima sessione di Bilancio, nel rispetto e nei limiti delle possibilità finanziarie dell’Ente, dell’esigenza di andare maggiormente incontro alle famiglie meno abbienti, con figli a carico e con situazioni economiche precarie o comunque di bisogno non solo economico”. Ciò, spiegano ancora, “verrà fatto individuando, anche assieme agli altri Gruppi consiliari di maggioranza, precipue categorie di cittadini bisognevoli di possibili riduzioni o esenzioni dei tributi comunali”.
Tutto questo, sottolieneano, infime, “in linea con ciò che in tutta Italia l’Udc chiede attraverso l’applicazione del “Quoziente familiare” e nel rispetto dell’art. 31 della Costituzione Italiana che prevede l’obbligo di agevolare con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia – per accostare all’equità verticale (chi più ha o produce, più paga) anche l’equità orizzontale (fondata sulle condizioni sociali del nucleo familiare)”.