Lamezia: Isabella (ex PCI) su servizi sociali, la delibera è un atto brutale

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Lamezia Terme – Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dell’ex consigliere comunale di PCI di Lamezia, Fiore Isabella, in merito alla delibera n. 303 del 21 luglio 2015, che prevede l’aumetno dei ticket sui servizi sociali a domanda individuale. “Questa delibera costituisce il primo biglietto da visita di una neonata amministrazione lametina di centrodestra, a quanto pare intenzionata a colpire i cittadini lametini più deboli e bisognosi: il Servizio assistenza domiciliare anziani; il servizio Aiuto alla persona in forma diretta; le persone disabili. Tutto ciò che la tanto vituperata amministrazione Speranza era riuscita a garantire, con impegno a svolgerlo in forma gratuita sino alla fine dell’anno, come il servizio di assistenza domiciliare agli anziani, viene totalmente azzerato. Questa mattina ho assistito al dialogo con la mia anziana madre dell’operatrice, nel suo ultimo giorno di assistenza, che la informava della novità in base alla quale, per avere confermato il servizio dovrebbe, da agosto in poi, pagare 7 euro di ticket ogni ora. Nelle pupille bagnate di mia madre ho visto gli occhi di centinaia di anziani, provati dal malessere senile e dalla solitudine che vedono un frammento di attenzione delle istituzioni pubbliche verso di loro, finire in frantumi, per di più agli inizi d’agosto e non alla fine del percorso programmato. La brutalità di un atto amministrativo, che difficilmente si coniuga col buon senso, viene avvalorata dal fatto che coloro che operano in tale settore, come anche in altri settori, assunti dalle cooperative sociali, non fruiscono regolarmente e mensilmente  dello stipendio per il lavoro che svolgono ma soffrono sistematicamente ritardi di mesi e mesi, pur continuando a svolgere pazientemente servizi di delicatezza estrema. Fatti i debiti calcoli, ci si rende conto che, per avere il servizio a domicilio, mia madre dovrebbe affrontare sistematicamente il problema di come arrivare a fine mese. E come lei tutti gli anziani che vivono di una semplice pensione e che, per le spese di medicinali, e sono tanti che il servizio sanitario non assicura, per alimentarsi, per vestirsi decentemente, per pagare TASI, TARI, balzelli vari, le bollette della luce, dell’acqua e per alzare ogni tanto la cornetta del telefono per ascoltare qualche voce amica, rischiano seriamente di non farcela”.