Lamezia: impianto biomasse, Labor “amministrazione deve tutelare salute pubblica”

Pasquale Scaramuzziono

Pasquale Scaramuzziono

 

Lamezia Terme – “Il caso dell’impianto di biomasse in costruzione su via del Progresso a Lamezia Terme, mette in evidenza tutte le criticità che ci sono in relazione alle politiche economiche e di crescita della nostra città. Costruire un impianto biomasse vicino le abitazione non è certo il frutto di un ragionamento a favore della città e dei suoi cittadini. Ci sono molti rischi per la salute pubbliche che, anche se fossero minimi – ma non lo sono – , devono essere presi in seria considerazione quando si tratta di tutelate la vita umana. Le possibilità molteplici che possono portarci verso una “città migliore” e le opportunità di crescita, devono tendere verso una riqualificazione urbana nell’ottica del potenziamento di ‘centralità diversificate e riqualificate’”. Lo afferma in una nota Pasquale Scaramuzzino portavove movimento Labor Lamezia, secondo il quale “i territori e le loro peculiarità vanno tutelati. Dare qualità ai luoghi nelle loro specificità. Abbiamo tutto un comparto, vasto e specializzato, che comprende – prosegue – l’area ex-Sir, strutturato sia dal punto di vista logistico che amministrativo, adatto ad ospitare compagini industriali, luogo elettivo e selettivo per dare impulso a quella vitalità economica di cui tutti parlano ma che nessuno ancora è riuscito a plasmare sulla città e commisurare al territorio. La politica allora è chiamata a dimostrare tutta le sua competenza in materia di tutela dei cittadini e di sviluppo della città. Non è possibile arrivare alle attuali condizioni, che vedono la costruzione di un impianto biomasse nel centro abitato di una città”.

Secondo il portavoce del movimento Labor Lamezia “non è possibile attivare delle procedure senza pensare di poter mettere a rischio la salute di persone, bambini e anziani che dimorano nelle vicinanze e che si vedrebbero, direttamente ed indirettamente, coinvolte in dinamiche di inquinamento chimico e acustico. Basta guardare le esperienze, purtroppo negative, di altre città per rendersi conto delle problematiche che si attiverebbero. Una città – prosegue – che non possiede un pensiero collettivo di condivisione e di integrazione delle istanze, soprattutto di quelle più complesse, diventa una città morente. Ma sarebbe anche il fallimento di una classe dirigente e politica; il segno di una mancanza cronica di una adeguata programmazione che sappia supportare innovazione e rigenerazione urbana e produrre equilibrio tra sostenibilità e qualità della vita. Usare le nostre risorse per creare ambienti inquinati, come è avvenuto in passato, non è più una soluzione economicamente sensata. Non sarebbe certo un’azione intesa a salvaguardare il bene comune”. Per Scaramuzzino “è dunque auspicabile, quanto necessario, costruire programmi di lavoro che coniughino lo sviluppo ed il benessere sociale con la tutela dell’ambiente, in modo da superare questa vecchia opposizione, ancora molto presente nel nostro quotidiano. Costruire un tavolo di lavoro e fin da subito aprire un confronto sulle azioni da mettere in atto per capire quali gli strumenti di governance che l’ Amministrazione intende utilizzare per promuovere/gestire lo sviluppo sostenibile e la qualità ambientale”. Secondo il portavoce di Labor, “adesso il Sindaco deve dimostrare se sta dalla parte della città e dei cittadini, tutelando la loro salute ed il territorio dove essi vivono, oppure prevarranno altri oscuri interessi”. Inoltre si augura che “il cambiamento tanto decantato nei mesi scorsi non sia soltanto uno spot elettorale privo di contenuti, ma un punto di partenza per costruire davvero una città dei cittadini”. Secondo il punto di vista di Labor, “tante energie possono invece essere indirizzate per cercare nuove soluzioni; nuovi campi di interesse, dove si riscontra un forte bisogno di servizi e campi dove esistono dinamiche di scambio di varie forme di competenze e conoscenze per aumentare la capacità dei player di fare innovazione, di fare sistema senza danneggiare la città”. Secondo il portavoce di Labor sono necessarie “nuove culture di tutela ambientale per lo sviluppo e l’attrazione di imprese ed attività economiche; politiche di sviluppo territoriale per migliorare la coesione sociale. Investire in salute; che equivale ad investire nel benessere sociale e nel benessere economico, nella prevenzione delle malattie e nella promozione della salute. Una città che sappia superare – conclude – le frammentazioni esistenti per dare origine ad un’asse di sviluppo nel rispetto dei cittadini, della legalità e del bene comune”.