Lamezia Terme – Tantissimi Gruppi consiliari comunali, di maggioranza e di opposizione, e nello specifico Udc, Forza Italia, Lamezia Unita, Sovranità, Lamezia e Libertà, Lamezia Insieme, Mtl, Ruberto Sindaco, Ncd, Labor, attraverso una lettera sottoscritta dai rispettivi capigruppo, chiedono “al rappresentante legale dell’arssa di non mettere in venditalo stabile (sito all’interno dell’ex cantina Bruzia)oggi ad ufficio, dove attualmente ha sede dal 1992 il Ce.da 13, presso il quale prestano servizio undici unità operative (tra personale Arsac ed Arssa)”.
“Oramai -spiegano – da oltre 23 anni in questo stabile si espletano quotidianamente funzioni e servizi vitali e fondamentali non solo per il territorio lametino, ma anche per diversi altri Comuni. La posizione strategica e gli snodi stradali collegati consentono una facile accessibilità a tutti gli operatori del comparto”. I firmatari della lettera ricordano che “nel corso degli anni le attività di tale Ente sono andate via via intensificandosi fino ad arrivare a ricomprendere tutti i comparti produttivi più rappresentati nel nostro territorio:agrumicoltura, vitivinicoltura, olivicoltura, orticoltura, zootecnia, e più di recente anche di emergenze fitosanitarie”. In particolare, spiegano, “si sono svolti programmi di assistenza tecnica alle aziende agricole con consulenze di sportello e sopralluoghi in azienda, corsi obbligatori di formazione per il rilascio del patentino e per l’acquisto e l’uso dei prodotti fitosanitari, verifica funzionale obbligatoria delle macchine agricole irroratrici, analisi enologiche su campioni di mosto e di vino allo scopo di migliorare lo standard qualitativo delle produzioni locali”. Ed inoltre “collaborazioni con il Servizio fitosanitario Regionale, Dipartimento Agricoltura, l’Università ed Enti Scientifici vari”. Inoltre mettono in evidenza che “da un dibattito, con le organizzazioni professionali agricole e con gli imprenditori, è emerso chiaramente che detto decentramento presso il Centro Sperimentale sito in San Pietro Lametino – località Prato) comporterà gravi disagi a tutto il comparto agricolo del territorio”.
Difatti, fanno rilevare, “il raggiungimento della nuova sede (certamente non agibile e fruibile come quella attuale), presso il Csd di San Pietro lametino, come sopraindicato, causerà un aggravio di spese e di tempo per gli agricoltori, e comporterà comunque anche un impoverimento per una zona della Città, quale quella dell’ex cantina Bruzia, già in grave sofferenza economica. L’attuale ubicazione, si ripete, è da sempre un punto cruciale facilmente raggiungibile dagli utenti dell’hinterland lametino disseminati in diversi Comuni della provincia”. Poi secondo i firmatari “dai dati catastali emerge che la palazzina in oggetto (dove attualmente prestano servizio gli undici dipendenti di cui sopra) costituisce un’unità immobiliare a sé stante pertanto non sussiste alcuna necessita di alienare la stessa congiuntamente alle altre strutture inserite nell’asta pubblica per la vendita”.
Per tale ragione, “nell’eventualità di vendita all’asta, l’immobile potrebbe essere facilmente “scisso” dall’intera area, del resto lo stesso è situato lateralmente rispetto agli altri edifici e addirittura possiede un’entrata autonoma”.
Per queste e per tante altre importanti ragioni, i consiglieri Udc, Forza Italia, Lamezia Unita, Sovranità, Lamezia e Libertà, Lamezia Insieme, Mtl, Ruberto Sindaco, Ncd, Labor,chiedono al rappresentate legale pro-tempore dell’Arsac di sottrarre alla vendita i locali ove ha sede il CeDA n° 13 “Piana di Lamezia”, che rappresentano come si è più volte messo in evidenza un vero e proprio patrimonio sociale e culturale per il mondo agricolo” . Nondimeno chiedono “di voler al più presto fissare un incontro con il Direttore Generale al fine dipoter risolvere ed affrontare una situazione che sta destando un senso di preoccupazione e amarezza non solo ai dipendentima anche e soprattutto agli agricoltori fruitori dei servizi offerti dall’Ente, i quali, a tal proposito, hanno avviato una raccolta firme contro l’alienazione proposta dell’Amministrazione”.









