Lamezia: Viola sospende protesta, domani l’esecuzione forzata dello sfratto

protesta-viola-lt-29-10-15Lamezia Terme – E’ tornata a casa Daniela Viola, madre di due ragazzi, uno di 19 anni e l’altro di 12 anni, che questa mattina per diverse ore si è incatenata davanti all’ingresso del tribunale di Lamezia Terme per protestare contro la vendita giudiziaria del sua abitazione che ha suscitato in lei “serissime perplessità sulla correttezza della gara”, proponendo poi una formale denuncia-querela nei confronti del suo ex avvocato, “per turbativa libertà degli incanti e per patrocino infedele”, anche ”nei confronti dell’aggiudicataria dell’immobile”. Quindi la speranza che il giudice dell’esecuzione sospendesse l’esecuzione di sfratto fino alla conclusione delle indagini relative al procedimento penale è svanita. La Viola è tornata nell’abitazione, in quella casa che domani sarà costretta ad abbondare perché sarà attuata l’esecuzione forzata dello sfratto. La Viola ha abbandonato la protesta dopo aver conferito con il sostituto procuratore Luigi Maffia. Ad assisterla in questo percorso è stato il Capitano Fabio Vinelli, comandante della compagnia dei Carabinieri che fin dal mattino si è prodigato per trovare una soluzione al problema. Un caso difficile da risolvere in tempi bervi alla luce della inchiesta che la procura ha aperto dopo che la donna ha presentato una formale denuncia-querela nei confronti del suo ex avvocato, “per turbativa libertà degli incanti e per patrocino infedele”, anche ”nei confronti dell’aggiudicataria dell’immobile”. La Viola si era incatenata questa mattina presto al cancello del tribunale che aveva messo in vendita giudiziaria la sua abitazione che a causa di problemi economici del marito, è stata messa all’asta, ma che era in seguito ad una possibilità economica era in grado di per tornare dio nuovo in possesso della casa che gli era sta precedentemente pignorata.
protesta-viola-lt-29-1015Una vicenda amara e triste che la Viola ha raccontato ai tanti cronisti che erano presenti davanti al Palazzo di giustizia, informandoli che “il giorno prima della vendita è accaduto ciò che mai si sarebbe aspetta” e cioè che il suo avvocato, che “era perfettamente a conoscenza della sua disponibilità economica per poter partecipare all’asta, all’ultimo momento “si è rifiutato di continuare ad assisterla”, comunicandole indirettamente, attraverso un parente, che “vi era un’altra persona interessata all’acquisto e che questa era – ha spiegato ai cronisti – anche sua cliente, e che quindi non l’avrebbe più assistita”. Inoltre ha riferito che “l’acquirente, che detto dal mio avvocato (anche suo cliente), era a conoscenza dell’offerta massima, che io potevo fare”. Tale comportamento, ha spiegato la Viola, ha suscitato in lei “serissime perplessità sulla correttezza della gara”, proponendo poi una formale denuncia-querela nei confronti del suo ex avvocato, “per turbativa libertà degli incanti e per patrocino infedele”, anche ”nei confronti dell’aggiudicataria dell’immobile”. Una storia che questa mattina la Viola ha raccontato riferendo, inoltre, di aver presentato una opposizione all’esecuzione del giudice che le ha intimato, attraverso gli ufficiali giudiziari, di abbandonare la sua abitazione costruita “con enormi sacrifici” e che è stata appunto aggetto di espropriazione forzata. Daniela Viola, “armata” di un cartello sul quale vi era scritto: “chiedo giustizia: mi hanno rubato la casa all’asta”, si definisce come l’ennesima “vittima di un’ingiustizia” ed aveva chiesto al giudice dell’esecuzione di sospendere l’esecuzione di sfratto fino alla conclusione delle indagini relative al procedimento penale. Richiesta che non è stata esaudita. Domani dovrà abbandonare la sua casa.